10/06/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Bolivia, proteste dei trasportatori. Morales in difficoltà politica
La Bolivia non ha pace. Dopo le proteste delle scorse settimane relative ai referendum sull'autonomia svolti nelle regioni di Pando Beni e Santa Cruz, adesso a complicare la vita del presidente Evo Morales ci pensano i lavoratori del settore dei trasporti. Bloccate alcune delle strade del Paese. Ferme le esportazioni su ruota verso Argentina, Cile e Perù. E le proteste non accennano a fermarsi. Al centro di tutto l'esenzione dal pagamento di alcune tasse.

I blocci stradaliI fatti. I lavoratori del settore dei trasporti sono sul piede di guerra e chiedono a Morales di cambiare il regime tributario in modo da esentarli dal pagamento di alcune tasse a loro avviso ingiuste. In più chiedono le dimissioni di Patricia Ballivian, presidentessa dell'Administradora Boliviana de Carreteras, e la revisione della legge generale sulle dogane. I manifestanti sono determinati e minacciano azioni ancora più clamorose. Il loro leader, Franklin Duran, ha già fatto sapere che le manifestazioni e i blocchi stradali proseguiranno e entro breve tempo sarà bloccata anche la strada che da La Paz conduce alla città di Oruro e che già dalla prossima settimana, se le richieste non verranno accettate, saranno bloccati i passi di frontiera attualmente aperti.

Blocchi stradaliI no di Morales. Potrebbe protrarsi a lungo il braccio di ferro fra le organizzazioni sindacali dei trasportatori e il governo. Morales ha già fatto sapere più volte che non intende cambiare le proprie decisioni e che mai e poi mai cederà di fronte alle richieste degli scioperanti. “Voglio ricordare ai leader sindacali che stanno incitando i lavoratori al blocco delle strade chiedendo di essere esentati dal pagamento delle imposte. Questo è sbagliato. Mi spiace ma devo dire loro che le tasse si devono pagare e che le pagheranno tutte”.

I manifestantiLe reazione della gente. “Mi sembra impossibile non riuscire a partire per nessuna località” racconta Andres, 39 anni, ambulante a Cochabamba. “La gente è ferma da troppo tempo nelle stazioni degli autobus – continua Andres - ed è visibilmente stanca, preoccupata e in parte arrabbiata con i manifestanti”. Ma sembra che proprio nella regione di Cochabamba, fra le più colpite dallo sciopero, qualcosa si stia muovendo. L'impazienza dei viaggiatori e le continue e vibranti proteste hanno convinto i manifestanti a sciogliere il blocco per qualche ora, consentendo la libera circolazione di mezzi e persone. Ma non durerà molto.

Alessandro Grandi

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