06/06/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Militari cingalesiLa mina che fatto saltare in aria un autobus di linea a sud della capitale Colombo e la bomba fatta esplodere su un altro a Kandi non sono che il prosieguo di una guerra che l'esercito dice di voler concludere entro la fine dell'anno, ma che in realtà è ben lungi dalla parola fine. Ventidue morti e 50 feriti nelle prime ore del mattino poco a sud di Colombo, altri sei morti e 12 feriti nel pomeriggio rappresentano un bilancio ormai "consuetudinario".
 
I militari sono alla ricerca dei responsabili diretti, da ricercasi nelle file dell'Esercito di Liberazione delle Tigri Tamil che combattono da decenni per l'indipendenza del nord est dell'isola, di etnia tamil. Il vento di guerra ha ricominciato a soffiare forte già dal 16 gennaio scorso, quando è decaduta la tregua conclusa nel febbraio 2002 con la mediazione della Norvegia. In realtà l'inasprimento delle posizioni si può far risalire alla fine del 2005 quando è stato eletto il presidente Mahinda Rajapakasa, di estrazione nazionalista e convinto sostenitore della linea dura contro i terroristi. L'opinione pubblica non sostiene unanimemente la condotta di una guerra che dal 1983 ha causato la morte di quasi settantamila persone. La stampa non ha libero accesso alle zone di guerra e il governo ha appena dichiarato che prenderà provvedimenti contro quei giornalisti che conducono una campagna diffamatoria e sleale, minando la fiducia del popolo nei confronti degli organi amministrativi e militari.
 
Parole chiave: sri lanka, tigri tamil
Categoria: Guerra
Luogo: Sri Lanka