06/06/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Presentanto il progetto di legge per l'esproprio definitivo dell'albergo autogestito
L'Hotel Bauen non si tocca. Dopo aver resistito a una miriade di tentativi di riprivatizzazione, i lavoratori lo storico albergo del centro di Buenos Aires, simbolo dell'autogestione 'all'argentina' che ha salvato centinaia d'imprese dopo la crisi economica del 2001, sono vicini a coronare un sogno. La deputata nazionale kirchnerista del Frente para la Victoria, María Victoria Donda, ha presentato un progetto di legge affinché la cooperativa possa farsi carico dell'amministrazione, diventandone finalmente proprietaria a tutti gli effetti. Una maniera per porre fine a quella situazione di incertezza che si trascina dietro dalla nascita: un'amministrazione di fatto, non supportata in termini legali.

hotel BauenLa storia. L'albergo, situato in Avenida Callao, negli anni d'oro era uno dei più lussuosi della capitale. Contava duecento stanze, ristorante d'eccellenza, sala conferenze, la piscina e persino un teatro. Era frequentato da una clientela di livello e i suoi dipendenti, oltre trecento, se la passavano bene. “Per anni eravamo stati una grande famiglia - aveva raccontato nel 2004 a Peacereporter Pablo de Mari, socio della cooperativa d'autogestione - poi il collasso”. Già alla fine degli anni Novanta la situazione economica vacillava: “Non ci pagavano più per intero lo stipendio – spiegava – e nel '97 venne comprato dalla cilena Solaris, che licenziò un centinaio di lavoratori. Nel '99, il fallimento. Non potevamo credere che tutto stesse per finire”. E infatti niente finì, anche se tutto cambiò. La Solaris chiuse il Bauen la notte del 28 dicembre 2001 in una Buenos Aires sull'orlo di una crisi di nervi: gente per strada a protestare, tafferugli, il governo in stallo con tre presidenti differenti in dieci giorni. Il caos.

manifestazionePoi la calma e l'idea geniale. Quaranta dei dipendenti storici decisero di non arrendersi e in un'Argentina dove il lavoro era ancora un'utopia, nel 2003 decisero di occupare l'albergo e recuperare l'impresa, presentandosi al governo cittadino con il progetto di espropriazione. Fu approvato e nacque la cooperativa. Da allora, fra mille ostacoli, è iniziata la nuova vita del Bauen, fra spettacoli, conferenze, dibattiti, appuntamenti prima inimmaginabili e legati alla nuova era dell'Argentina post 2001. E oggi la grande novità sui banchi del Parlamento.

hotel BauenCoronamento. L'intento è che sia lo Stato in persona a decretare l'esproprio definitivo e la consegna dell'albergo ai lavoratori che lo hanno salvato. Sì, quella cooperativa che scelse simbolicamente di chiamarsi giocando sul nome dell'hotel, a testimoniare il legame inscindibile dei due destini: Buenos Aires Una Empresa Nacional, Bauen appunto.
A sostenere il progetto di legge anche i deputati Eduardo Macaluse e Carlos Raimundi (Si); Arile Basteiro di Encuentro Popular y Social, Roy Cortina del Partito socialista e Caludio Lozano di Proyecto Sur. Ampio sostegno anche da parte della Federazione Tierra y vivienda e della Nueva Izquierda. E a detta degli esperti, è molto improbabile che questa legge non venga approvata.
 

Stella Spinelli

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