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Crimini contro l'umanità. Oggi il dito è puntato contro le forze armate, i servizi di intelligence e il
sistema giudiziario, che avrebbero agito di concerto nella guerra in Darfur, dove
centinaia di migliaia di persone sono morte in seguito al conflitto tra le milizie
arabe Janjaweed e i ribelli africani dello Sla (Sudan Liberation Army). La Corte
penale internazionale prevede solitamente imputazioni a carico di individui, non
di Stati, nelle eventuali responsabilità per crimini di guerra e crimini contro
l'umanità. Nell'accusa all'intero apparato statale di aver offerto sostegno e
protezione ai responsabili degli eccidi sarebbero coinvolte alte autorità governative,
anche se nessun nome è stato fatto da Ocampo.
Non consegneremo i nostri cittadini. L'ambasciatore sudanese all'Onu ha bollato le dichiarazioni di Ocampo come 'false
e immorali', oltre che nocive al processo di pace, aggiungendo che il suo Paese
non si piegherà alla volontà della Corte penale internazionale. In una dichiarazione
rilasciata a PeaceReporter, Ahmed Bilal Osman, consigliere del presidente Bashir,
rigetta con decisione le conclusioni della Corte. "Non abbiamo alcuna obbligazione
nei confronti della Corte - ha detto Bilal Osman -. Abbiamo i nostri giudici e
i nostri tribunali che si occupano della questione. Alcune persone sono già state
condannate, altre giustiziate per le loro responsabilità nel conflitto. Ocampo
non ha alcuna prova, e il nostro governo non consegnerà mai nessun cittadino sudanese
alla Corte penale internazionale. Rifiutiamo ogni accusa, abbiamo condotto un'indagine
sulle persone sospettate e le abbiamo ritenute innocenti. Inoltre, dalla parte
dei ribelli nessun nome è emerso. Perchè? La mia domanda è: perchè Ocampo non
ha individuato alcun responsabile tra le fazioni ribelli?".Luca Galassi