Prende il via oggi, nella base militare
Usa di Guantanamo, il processo davanti alla corte marziale per la
formalizzazione delle accuse ai cinque presunti membri di al-Qaeda,
accusati degli attentati dell'11 settembre 2001 e della morte di
2.973 persone. Il processo vero e proprio prenderà il via il
prossimo 15 settembre.

Tra gli imputati spicca Khalid Sheikh
Mohammed, considerato l'organizzatore degli attacchi e il numero tre
di al-Qaeda. Sarà la prima volta che Mohammed appare in
pubblico dopo la sua cattura, avvenuta a Rawalpindi, in Pakistan, il
primo marzo 2003. La pubblica accusa del tribunale militare ha
chiesto la pena di morte per Mohammed e per gli altri quattro alla
sbarra: Ramzi Binalshibh, Mustafa Ahmad al-Hawsawi, il nipote di
Mohammed, Ali Ban al-Aziz Ali, conosciuto anche come Amar al-Balochi,
e Walled bin Attach. Il generale di brigata Thomas Hartmann,
consigliere legale della Difesa Usa, ha affermato che è una
delle massime priorità per il Pentagono che il processo sia
giusto e trasparente. Al dibattimento davanti alla commissione
militare assistono una sessantina tra giornalisti e osservatori. A
discrezione del giudice, però, verrà disattivato
l'audio dell'udienza nella sala stampa per secretare testimonianze o
prove che pregiudicherebbero la sicurezza nazionale. Qualora i cinque
imputati non venissero riconosciuti colpevoli, rimarrebbero
ugualmente detenuti nella base militare in quanto considerati
''nemici combattenti''.