Sovraffollamento, cure mediche scarse e maschilismo. Le piaghe del sistema carcerario argentino
Sovraffollamento e cure mediche scarse.
Queste le piaghe che affliggono il sistema carcerario argentino,
unite a trattamenti disumani che addirittura peggiorano nei casi di
detenuti donna. A denunciarlo è la direttrice del Centro di
studi sull'esecuzione penale, Cristina Caamaño, che chiede una
riforma strutturale seria nel rispetto dei diritti umani.
Universo donna. Secondo quanto riportato dall'agenzia
di stampa Pulsar, a risentire di più delle pessime condizioni
delle prigioni sono le donne, che stanno crescendo in numero
esponenziale. Come ha spiegato Caamaño durante il programma El
Peso del Rocío della radio Fm La Tribu di Buenos Aires, il
carcere cittadino di Ezeiza ha dovuto abilitare un padiglione
dell'Unità I maschile a ospitare le carcerate, perché
la sezione femminile è arrivata a contarne, fra il 2005 e il
2006, più del doppio della sua capienza.
Unica nota positiva, l'arrivo, dopo
anni di totale indifferenza, di denaro destinato al rifacimento
dell'intero sistema.
Gravissima appare la situazione nella
provincia di Buenos Aires, dove le celle sono strapiene in ogni
unità, tanto che i nuovi prigionieri sono costretti al
soggiorno nelle celle dei commissariati, dove per legge dovrebbero
essere solo di passaggio.
Dirtto alla salute negato. Secondo l'avvocato Caamaño, un
altro grave problema è appunto legato all'assistenza
sanitaria. “I medici non rispettano né la deontologia né
la quantità di ore” quando si tratta di detenuti, denuncia
la direttrice, aggiungendo ironica che “sarebbe meglio che a curare
i carcerati fossero dei veterinari”. Per questo, ha radunato varie
Organizzazioni non governative che lavorano in Argentina affinché
stilino proposte di legge mirate a garantire il diritto alla salute e
a migliorare genericamente la vita dietro le sbarre. Fra questi, un
progetto, che da due anni aspetta di essere approvato in Parlamento,
che permetterebbe alle donne in gravidanza o madri di figli piccoli
di scontare la pena agli arresti domiciliari. Una proposta che ha
incontrato molte resistenze da parte di deputati, i quali temono
che, una volta legge, qualcuna potrebbe approfittarne e farsi mettere
incinta pur di evitare la prigione. “Obiezione assurda”, precisa
Cristina Caamaño.
Maschilismo. Le detenute, dunque, sono il più
grave dei problemi legati al mondo carcerario, in parte riflesso di
una società ancora troppo
machista. Le donne che
finiscono dietro le sbarre sono quasi sempre ignoranti, molto più
escluse dal sistema educativo rispetto agli uomini. Il 22 percento
delle detenute argentine non ha finito le elementari, cifra che sale
al 40 se si includono le sudamericane incarcerate in Argentina.