04/06/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Sovraffollamento, cure mediche scarse e maschilismo. Le piaghe del sistema carcerario argentino
Sovraffollamento e cure mediche scarse. Queste le piaghe che affliggono il sistema carcerario argentino, unite a trattamenti disumani che addirittura peggiorano nei casi di detenuti donna. A denunciarlo è la direttrice del Centro di studi sull'esecuzione penale, Cristina Caamaño, che chiede una riforma strutturale seria nel rispetto dei diritti umani.
 
carcerata con la figlia in cellaUniverso donna. Secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Pulsar, a risentire di più delle pessime condizioni delle prigioni sono le donne, che stanno crescendo in numero esponenziale. Come ha spiegato Caamaño durante il programma El Peso del Rocío della radio Fm La Tribu di Buenos Aires, il carcere cittadino di Ezeiza ha dovuto abilitare un padiglione dell'Unità I maschile a ospitare le carcerate, perché la sezione femminile è arrivata a contarne, fra il 2005 e il 2006, più del doppio della sua capienza.
Unica nota positiva, l'arrivo, dopo anni di totale indifferenza, di denaro destinato al rifacimento dell'intero sistema.
Gravissima appare la situazione nella provincia di Buenos Aires, dove le celle sono strapiene in ogni unità, tanto che i nuovi prigionieri sono costretti al soggiorno nelle celle dei commissariati, dove per legge dovrebbero essere solo di passaggio.

CarceratiDirtto alla salute negato. Secondo l'avvocato Caamaño, un altro grave problema è appunto legato all'assistenza sanitaria. “I medici non rispettano né la deontologia né la quantità di ore” quando si tratta di detenuti, denuncia la direttrice, aggiungendo ironica che “sarebbe meglio che a curare i carcerati fossero dei veterinari”. Per questo, ha radunato varie Organizzazioni non governative che lavorano in Argentina affinché stilino proposte di legge mirate a garantire il diritto alla salute e a migliorare genericamente la vita dietro le sbarre. Fra questi, un progetto, che da due anni aspetta di essere approvato in Parlamento, che permetterebbe alle donne in gravidanza o madri di figli piccoli di scontare la pena agli arresti domiciliari. Una proposta che ha incontrato molte resistenze da parte di deputati, i quali temono che, una volta legge, qualcuna potrebbe approfittarne e farsi mettere incinta pur di evitare la prigione. “Obiezione assurda”, precisa Cristina Caamaño.

PrigionieriMaschilismo. Le detenute, dunque, sono il più grave dei problemi legati al mondo carcerario, in parte riflesso di una società ancora troppo machista. Le donne che finiscono dietro le sbarre sono quasi sempre ignoranti, molto più escluse dal sistema educativo rispetto agli uomini. Il 22 percento delle detenute argentine non ha finito le elementari, cifra che sale al 40 se si includono le sudamericane incarcerate in Argentina.
 

Stella Spinelli

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