04/06/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



La Siria apre agli ispettori Aiea e tenta di uscire dall'isolamento internazionale
Nessuno potrà dire che non ci sta provando. Il presidente siriano Bashar al-Assad sembra deciso a giocare il tutto per tutto al tavolo della diplomazia internazionale. Non siamo ancora al 'modello Gheddafi', passato nel giro di cinque anni da leader del terrorismo internazionale a credibile partner dell'Ue e degli Usa, ma Assad sembra deciso a rivoluzionare le relazioni internazionali di Damasco.

una manifestante libanese 'saluta' l'esercito siriano che si ritira nel 2005Porte aperte all'Aiea. Oggi il gabinetto di Assad ha annunciato che il presidente visiterà Parigi, il 13 luglio prossimo, per prendere parte al vertice dei Paesi del Mediterraneo, che dovrebbe sancire la nascita dell'Unione del Mediterraneo. Proprio la Francia che sulla sovranità del Libano vede Damasco come il fumo negli occhi. Rispetto al Libano, tallone d'Achille della politica estera siriana, che da sempre si pone verso il Paese dei Cedri come il 'giardino di casa', Assad ha preso un'iniziativa importante: ha annunciato ieri che verranno aperte sedi diplomatiche a Beirut e Damasco. Non era mai accaduto, fin dai tempi dell'indipendenza. Perché il Libano non veniva ritenuto un Paese come gli altri, ma una sorta di gemello. E' presto per dire se questo basterà a far cessare le ingerenze siriane nella politica interna libanese, ma è un buon segnale.

la tv annuncia il raid aereo israeliano in siria a settembre 2007Il nucleare. Altro tema caldo delle relazioni internazionali di Damasco è il suo presunto piano nucleare. Intervistato oggi dal quotidiano Gulf News, il presidente siriano ha spiegato che il suo Paese non vuole entrare in possesso di armi atomiche, ma punta invece sull'energia nucleare a fini esclusivamente pacifici nell'ambito di un piano arabo collettivo. La dichiarazione segue di 48 ore l'invito rivolto dal governo siriano agli ispettori dell'Agenzia Internazionale dell'Energia Atomica (Aiea) a visitare i tre siti in Siria sospettati dai servizi d'intelligence statunitensi e israeliani di essere installazioni per lo sviluppo di un arsenale nucleare. L'Aiea ha risposto prontamente, accettando l'invito: una squadra di ispettori nucleari all'Aiea visiterà la Siria il 22 e il 24 giugno. Il direttore generale dell'Agenzia, Mohammed el Baradei, ha colto l'occasione per definire ''deplorevole'' l'attacco aereo contro una presunta installazione nucleare siriana, condotto da Israele nel settembre scorso , senza permettere prima all'Aiea di verificare. Un buon successo per Assad, soprattutto nei confronti d'Israele.

le alture del golan, occupate e poi annesse da IsraeleLa mediazione turca. Anche nei rapporti con Israele la Siria ha fatto un investimento importante. Con la mediazione della Turchia, Damasco e Tel Aviv hanno avviato colloqui indiretti che, secondo fonti diplomatiche siriane, dovrebbero diventare diretti nel 2009. Il nodo gordiano sono le Alture del Golan, occupate nel 1967 da Israele e annesse nel 1980. I siriani danno per acquisita la restituzione della regione, mentre la diplomazia israeliana è molto più cauta in merito. Però i due governi hanno ripreso a parlarsi e questo è molto importante, anche perché negli ultimi mesi si erano registrati inquietanti movimenti di truppe, sia israeliane che siriane, al confine.
Assad ha preso un'iniziativa non facile, anche perché il suo miglior alleato resta l'Iran, che con Israele ha pessimi rapporti, soprattutto da quando al potere c'è Ahmadinejad. Ma Assad ha avuto il coraggio di prendere un rischio, per portare la Siria fuori dall'isolamento internazionale nel quale l'aveva precipitata l'avvento al potere dell'amministrazione Bush che, nel 2002, inserì la Siria nel famoso Asse del male.

nancy pelosi incontra assad nell'aprile 2007Variabili imprevedibili. Da allora molte cose sono cambiate. Da oggi è ufficiale che sarà Barack Obama il candidato democratico alla Casa Bianca e in molti sperano che possa essere inaugurata una nuova stagione statunitense in campo internazionale. Già ad aprile 2007, la speaker della Camera Usa Nancy Pelosi, esponente democratica, aveva ignorato gli strali di Bush e si era recata in visita ufficiale in Siria promettendo a Damasco una nuova stagione del dialogo tra i due paesi. Per il momento non ci sono fatti concreti: manca un serio sganciamento dalla politica interna libanese, bisogna verificare il grado di collaborazione di Damasco con l'Aiea, bisogna vedere se i negoziati con Israele daranno i frutti sperati e mille altre variabili ancora. Manca inoltre un serio programma di riforme all'interno del regime siriano, che liberi dal giogo le minoranze e i dissidenti. Ma l'esperienza di Gheddafi, ad Assad, avrà insegnato che gli accordi si fanno anche in barba ai diritti umani.

Christian Elia

creditschi siamoscrivicicollaborasostienicipubblicità