04/06/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Hillary non ammette la sconfitta, ma il senatore afroamericano annuncia di aver vinto
Dopo la campagna di primarie più lunga della storia, ora si può dire: a novembre, la Casa Bianca sarà una sfida tra Barack Obama e John McCain. Il senatore dell'Illinois ha annunciato ieri sera (la notte scorsa in Italia) di aver conquistato il numero di delegati necessari per aggiudicarsi la nomination democratica, anche se la rivale Hillary Clinton non ha ancora ammesso la sconfitta: “Non prenderò nessuna decisione stanotte”, ha detto. Comunque sia, ormai danno tutti per scontato che sia solo una questione di tempo prima delle celebrazioni formali. E l'ipotesi dell'accoppiata Obama con Hillary come vice, esclusa fino a poco tempo fa dalla maggioranza degli osservatori, oggi non sembra più un'utopia.

I due eterni sfidanti si sono divisi anche gli ultimi Stati in palio: Obama ha vinto in Montana, la Clinton – rimontando lo svantaggio nei sondaggi – nel South Dakota. Non sono i delegati popolari a consentire ad Obama di superare quota 2.118 delegati, ma il progressivo spostamento dei cosiddetti superdelegati dalla sua parte. Un movimento iniziato tre mesi fa, quando Obama cominciava ad avere il vento in poppa, e acceleratosi nelle ultime settimane, con le prese di posizione degli ultimi superdelegati che non si erano ancora schierati. La Clinton ha portato avanti la sua battaglia fino all'ultimo, sostenendo di aver conquistato più voti popolari (ma l'ex first lady esclude i caucus e conta anche le vittorie in Michigan e Florida, dove Obama non aveva fatto campagna perché i due Stati erano stati puniti dal partito per aver anticipato il giorno del voto) e di essere la candidata con più probabilità di battere McCain a novembre.

Negli ultimi giorni i segnali di resa dal campo Clinton si sono moltiplicati. Indiscrezioni di stampa hanno rivelato che il suo staff elettorale verrà sciolto dal 15 giugno, ieri il marito Bill aveva parlato di sua “ultima volta” in campagna elettorale a fianco della moglie. Nel suo discorso di ieri sera, a New York, Hillary ha iniziato a ringraziare tutti e dai suoi fan non sono più giunti gli applausi convinti che riceve sempre, come se la resa fosse nell'aria. Lo staff della Clinton ha intanto fatto sapere che la senatrice cerca un incontro privato al più presto con Obama e crescono le voci di un suo possibile ruolo di vice nel 'ticket' presidenziale. Dall'altra parte, il nuovo candidato democratico le tende già la mano. “E' una leader che ha ispirato milioni di americani con la sua forza e il suo coraggio - ha detto Obama - Io sono oggi un candidato migliore perché ho avuto l'onore di competere con Hillary Rodham Clinton”.

Alessandro Ursic

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