stampa
invia
La teoria del nemico. La
validità della teoria è dimostrata dal fatto che il
fenomeno si ripete, sempre uguale a se stesso, a tutte le latitudini.
In Bahrein, per esempio. Con le stesse modalità. Un fatto di
cronaca deprecabile, sia ben chiaro, scatena pulsioni incontrollate
nei media, che morbosamente srotolano e riavvolgono il nastro
dell'episodio criminoso, stando sempre ben attenti a sottolineare che
l'autore del gesto è 'un rom', 'un extracomunitario' e così
via. L'omicidio di Francesca Reggiani, il 1 novembre 2007, a Roma, da
parte di Romulus Nicolaer Mailat, in un attimo è diventato
l'omicidio del 'rumeno', come a trovare una chiave di lettura degna
delle teorie del Lombroso, studioso che riteneva di prevedere la
propensione al crimine di un soggetto dall'analisi dei suoi tratti
somatici. Ecco che un'intera comunità, un intero popolo
vengono tacciati di 'criminalità endemica'.
Dalla cronaca al razzismo. Fin
qui un terribile fatto di sangue, un atto scellerato commesso da uno
squilibrato che deve pagare il suo gesto. E invece no, perché
i media e i politici incendiari (quelli sono l'ultimo ingrediente di
questo cocktail esplosivo) cavalcano la vicenda. ''Chiedo che gli sia
comminata una pena esemplare, che è la condanna a morte, e che
sia giudicato in tempi rapidi dalla magistratura'', ha tuonato in
Parlamento il deputato islamico Abdel Halim Murad, uno dei più
accaniti sostenitori della 'pericolosità sociale' degli
immigrati del Bangladesh, al punto da chiederne l'espulsione di massa
dal Bahrein. Rashid bin Abdullah al-Khalifa, ministro degli Interni,
ha deliberato la sospensione di concessione di visti d'ingresso a
cittadini provenienti dal Bangladesh. Christian Elia
Parole chiave: christian elia, bahrein, bangladesh, migranti