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Aumentare la produzione di cibo. L'incontro di Roma è stato aperto dal Segretario generale Ban Ki Moon, che ha
evidenziato la necessità di aumentare la produzione alimentare del 50 percento
entro il 2030. Le riserve di cibo sono infatti al loro minimo da 25 anni. "I Paesi
donatori - ha detto - dovranno mettere a disposizione fino a 20 miliardi di dollari
l'anno, per diversi anni". Poi, secondo Ban Ki Moon, sono indispendabili misure
che vanno dal microcredito alla ricerca, fino ad azioni per il contenimento dell'impatto
dei rincari sull'inflazione. Ma soprattutto, occorre ridurre le tariffe alle esportazioni
e i dazi d'importazione, oltre ad attenuare quelle misure fiscali che penalizzano
il mercato.
Investimenti necessari. Oltre ottocento milioni di persone soffrono di fame o malnutrizione. Secondo
Diouf, gli investimenti necessari per dare impulso all'agricoltura devono essere
indirizzati direttamente ai produttori dei Paesi poveri: sementi, fertilizzanti
e strumenti moderni sono le necessità primarie. "Queste popolazioni - ha riferito
il direttore della Fao - non possono continuare a lavorare come nel Medioevo in
condizioni di incertezza ed esposte ai capricci del tempo. Sono perciò necessari
investimenti: nella infrastruttura rurale, specialmente per il controllo dell'acqua
per l'irrigazione e il drenaggio, considerando per esempio che il 96 percento
della terra coltivabile nell'Africa sub-sahariana dipende dalle piogge; poi c'è
bisogno di silos per evitare la perdita del raccolto, che può arrivare fino al
60 percento per certe coltivazioni. Le strade rurali sono, infine, essenziali
per permettere che i raccolti raggiungano i mercati interni e regionali a prezzi
competitivi".
Il dilemma bio. Durante il primo giorno dei lavori, il presidente brasiliano Lula difende la
canna da zucchero per il bioetanolo, affermando che non è responsabile in nessun
modo della deforestazione dell'Amazzonia e che 'non toglie terra alla produzione
di alimenti'. E' tuttavia incontestabile che, secondo i dati riportati dall'Oecd
(Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), l'utilizzo di cereali
e olii vegetali è aumentato del 60 percento tra il 2005 e il 2007. E che, stando
a quanto riporta il Fondo monetario internazionale, tra il 20 e il 30 percento
degli aumenti dei prezzi del cibo sono da addebitare ai bio-carburanti, che da
soli hanno assorbito metà della domanda dei principali prodotti alimentari.Luca Galassi