03/06/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



L'Australia porta a termine l'uccisione di oltre 500 canguri, nonostante le proteste degli animalisti
Non sono bastate le proteste dei gruppi animalisti e neanche il sostegno di Paul McCartney, a cui gli attivisti si erano appellati per finanziare il trasferimento degli animali condannati a morte. Oltre cinquecento canguri australiani, che occupavano da anni un'ex base militare alle porte della capitale Canberra, sono stati uccisi dalle autorità australiane con l'iniezione letale. La procedura è stata dichiarata conclusa oggi dal ministero della difesa, dopo dieci giorni di “selezione” dei marsupiali.

Piano compiuto. Secondo il governo, i canguri che si erano impadroniti della dismessa stazione di trasmissione navale di Belconnen erano troppi: l'eccessivo numero di animali a pascolo nella zona metteva a rischio altre specie, tra cui un tipo di lucertola e di falena. Un piano per spostare i marsupiali in un'altra regione, come proposto dagli animalisti, era stato bocciato dal governo di Kevin Rudd perché avrebbe fatto soffrire inutilmente i canguri, oltre ad essere costoso per i contribuenti. Per questo gli attivisti si erano rivolti due settimane fa a McCartney, vegetariano e già difensore in passato di altre cause animaliste (come le foche in Canada). L'ex Beatle aveva parlato del “bisogno urgente di proteggere i canguri da una barbara industria che li massacra per la loro carne e la loro pelle”. Nelle proteste contro le uccisioni, una settantina di attivisti si erano incatenati alla recinzione del centro dove erano stati confinati gli animali. Decine di persone sono state arrestate.

Il luogo dove erano stati radunati i canguri, ora vuotoPolemiche internazionali. Non è la prima volta che i canguri vengono uccisi dal governo australiano. Nel 2004 l'allora governo conservatore di John Howard provocò uno scandalo internazionale decidendo di sparare a 900 canguri vicino a una diga che rifornisce d'acqua la capitale. Anche in quella occasione, il motivo era l'erosione del terreno causata dal pascolo selvaggio degli animali. Stavolta la questione ha fatto nascere accuse di ipocrisia dal Giappone, da parte del movimento nipponico favorevole alla caccia alle balene, una pratica contro cui l'Australia ha protestato più volte. Lontano dai riflettori, comunque, ogni anno in Australia sono milioni i canguri uccisi per motivi commerciali - la loro carne è esportata come cibo per cani – o dai vari agricoltori dello sterminato outback.
 

Alessandro Ursic

creditschi siamoscrivicicollaborasostienicipubblicità