03/06/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Cinque ex paramilitari condannati a 780 anni di carcere per la mattanza indigena del 1982
Cinque ex paramilitari guatemaltechi, responsabili di aver seminato morte e terrore durante gli anni bui della guerra interna, sono stati condannati ognuno a 780 anni, per aver partecipato alla mattanza di 177 indigeni nel 1982.

indigeni guatemalaFutili motivi. La decisione è stata presa dal Tribunale della città settentrionale di Salamá, dipartimento di Baja Verapaz. Fu proprio qui che membri delle cosiddette Pattuglie di Autodifesa e dell'Esercito assassinarono settanta donne e 107 bambini appartenenti al popolo Achí. Il motivo: avevano osato protestare contro la costruzione di una centrale idroelettrica che avrebbe tolto loro punti di riferimento essenziali alla loro sussistenza, deviando il corso dei fiumi.

indigeni guatemalaChiarimento storico. Il massacro di Rio Negro, fu con questa denominazione che è passato alla storia, è uno dei 669 casi documentati dalla Commissione per il chiarimento storico o Commissione della verità, che investigò sulle atrocità commesse durante gli oltre trent'anni di conflitto armato (1960 – 1996) in Guatemala.

A stenti. Ai cinque assassini plurimi il Tribunale ha accreditato 26 delle 177 morti. Risultato: 30 anni per ciascun omicidio. Totale: 780 cada uno. Una sentenza storica ed esemplare per un paese che ha ancora molta, troppa strada da percorrere per arrivare a far pace con il suo passato. La guerra interna lo ha corroso, devastato, straziato, a solo danno dei più deboli, quegli indigeni massacrati e umiliati, che ancor oggi stentano a rialzare la testa.
Questi i nomi degli assassini: Macario Alvarado Toj, Pablo Ruiz Alvarado, Francisco Alvarado Lajú, Tomás Dino Alvarado e Lucas Lajú Alvarado. E ognuno di loro sarà costretto a sborsare 13458 dollari in totale alle 26 famiglie. Sempre meglio di nulla.
 

Stella Spinelli

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