03/06/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Aumentare del 50 per cento entro il 2030 la produzione delle derrate alimentari: questo l'obiettivo di lungo periodo per far fronte allo sviluppo della domanda, secondo quanto dichiarato dal segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki Moon, nel suo discorso al secondo vertice mondiale della Fao, apertosi questa mattina in una Roma blindata.
 
Il summit dei capi di Stato e di governo si concentrerà sull'emergenza alimentare innescata dall'aumento dei prezzi del cibo più ingente degli ultimi trent'anni, sul recupero di quel "diritto al cibo" che era stato posto al centro del primo vertice del 1996, e poi "oscurato", come ha ricordato il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel suo discorso d'apertura. Quasi novecento milioni di persone nel mondo soffrono la fame, di queste, 178 milioni sono bambini. Quello che l'Onu propone di fare nel breve periodo, è eliminare le restrizioni alle esportazioni ed alle importazioni dei generi alimentari, comprese quelle imposte come misure da alcuni Paesi in via di sviluppo, nel tentativo di frenare la crisi. Inoltre, è necessario ridurre l'eccessivo peso delle imposte nazionali sulle derrate agricole che grava sui coltivatori di alcuni Paesi. Suggerimenti giungono anche dal presidente della Banca mondiale, Robert Zoellick, secondo il quale tra le priorità da affrontare "in tempo reale" c'è la creazione di "una rete di sicurezza per i più vulnerabili, per alleggerire il peso degli aumenti di prezzi, come ad esempio la donazione di cibo nelle scuole, per le madri e per i bambini e distribuzioni di alimentari in cambio di lavoro". Il costo di questa strategia di intervento si aggira tra gli 8 ed i 15 miliardi di dollari. "La grave crisi alimentare pone minacce evidenti a noi tutti - ha detto Ban Ki Moon - ma anche opportunità per rivedere politiche adottate in passato".  
Categoria: Risorse, Ambiente, Economia