02/06/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Il voto in Macedonia segnato dalla vilenza: un morto e nove feriti
Se le elezioni legislative anticipate in Macedonia dovevano essere un esame di maturità per la repubblica balcanica, in vista dell’adesione alla Nato e all’Ue, non è andata bene.
 
Piombo sul voto. Attivisti della minoranza albanese del Paese, presentatisi divisi alle urne, hanno tentato di assaltare alcuni seggi per boicottare le elezioni. Gli assalitori armati si sono scontrati con la polizia: un morto e nove feriti. ‘’Gli incidenti di oggi hanno rovinato quella che doveva essere una festa della democrazia’’, ha dichiarato il presidente della Macedonia Branko Crvenkovski. Il premier Gruevski, che aveva scelto le elezioni anticipate dopo il fallimento del vertice Nato di aprile in Romania, dove la Grecia (con la quale continua il contenzioso sul nome della Macedonia) aveva impedito l’ingresso della repubblica balcanica, puntava su un’affermazione al primo turno del suo VMRO-DPMNE (conservatore). Voleva mani libere nell’applicare la ricetta delle riforme che chiede Bruxelles per l’adesione. Si è proclamato vincitore, appena chiusi i seggi, ma resta sul voto l’ombra della violenza.
Più di un milione e mezzo di cittadini era chiamato alle urne, sotto l’occhio vigile degli osservatori nazionali e internazionali. Per eleggere i centoventi deputati del Parlamento di Skopjie, gli elettori potevano scegliere tra più di mille e cinquecento candidati. Bruxelles diramerà un comunicato nelle prossime ore, per commentare il voto, ma il responsabile Ue della politica estera si è già dichiarato preoccupato delle violenze che hanno caratterizzato il voto.

Effetto Kosovo? La variabile della situazione interna della Macedonia è la minoranza albanese. Soprattutto dopo quello che è accaduto con il Kosovo in Serbia. L’epicentro degli scontri sono state le cittadine di Aracinovo e Gurgurnica, nei pressi di Tetovo. Ma anche in altre zone del Paese ci sono stati scontri e, in alcuni seggi del nord, sono state sospese le operazioni di voto. Al punto che potrebbero essere invalidate le elezioni. La polizia ha arrestato undici persone, ma per alcuni osservatori torna ad affacciarsi lo spettro del 2001, quando l’ex capo della guerriglia albanese Agim Krasnigi insorse contro Skopije.

Christian Elia

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