Caro fratello,
dei fatti che si stanno verificando, quello che più mi preoccupa
è la questione del “piano C” dell'impero che consisterà in un attacco militare
all'America Latina perché il potere di influenza politico e diplomatico si riduce
ogni giorno di più: ultimamente stanno perdendo le elezioni in Paraguay con il
trionfo di Fernando Lugo e perdono anche in Bolivia, in Santa Cruz non vota il
40% della popolazione e il 20% vota comunque contro il separatismo; questi, assieme
alla Colombia, rimasero isolati nell'ultima conferenza dei cancellieri della OEA
che si riunì per condannare la mancanza di rispetto alla sovranità ecuadoriana;
l'assemblea successiva dei presidenti del Gruppo di Rio nemmeno li prese in considerazione
e a seguito scaturì l'iniziativa di costituire l'organizzazione dei paesi latinoamericani
che a Lima, nella V assemblea dei Presidenti di America Latina, Caraibi e Unione
Europea, oggi stesso sta prendendo forma; a una buona parte dei paesi sudamericani
non interessa un trattato di libero commercio (TLC) con questi paesi e sono otto
i governi sudamericani contrari. L'UNASUR (Unione di Nazioni del Sud) prende forma,
etc.

Di fronte a questa realtà vedo con chiarezza che l'impero sta lavorando, attraverso
la Colombia, per creare le condizioni che “giustifichino” l'intervento militare
in Sudamerica: un attacco in territorio ecuadoriano di un campo delle FARC portando
avanti la sua politica di “guerra preventiva”; una campagna mediatica internazionale
per portare l'opinione pubblica internazionale a credere che Ecuador e Venezuela
siano in combutta con le FARC; possibile costruzione di una base aerea americana
in Colombia (in Guajira, territorio in disputa con il Venezuela) in sostituzione
della base che attualmente esiste a Manta-Ecuador, dove non si rinnoverà la concessione;
pretesa balcanizzazione dell'America Latina che già sta iniziando da Santa Cruz,
in Bolivia, come parte del piano della CONFEDERAZIONE INTERNAZIONALE PER LA LIBERTA'
E L'AUTONOMIA REGIONALE (CONFILAR); rafforzamento delle forze armate regolari
colombiane, le più imponenti del continente con 400 mila soldati e armi da guerra
di ultima generazione di ogni tipo; mobilitazione e manovre della IV flotta USA
con basi a Panama.. Queste cose sono le più note.
L'America Latina - il Sudamerica soprattutto - nei paesi democratici che si stanno
sforzando di smettere di essere gli zerbini dell'impero, rimane con questa spada
di Damocle che pende sopra la sua testa, e che cadrà quando si verificheranno
determinate condizioni in questa regione, e nel mondo: si inventeranno una “forza
di pace” - como quella che vediamo in Irak, per esempio - che massacrerà le popolazioni,
erigerà governi marionetta, si “farà carico” dello sfruttamento delle risorse
naturali e si impossesserà della geografia che convenga alla sua strategia. Così
fino a quando il suo fallimento darà ormai palese..Come sta succedendo adesso
dentro e fuori dal territorio americano.
L'America Latina, come altri continenti, non sarà in grado di opporsi militarmente
con successo di fronte ad un attacco simile. Io credo che la migliore arma che
potrà utilizzare sia la mobilitazione dei suoi popoli, denunciando e lottando
per la Pace. Il vero problema è come strutturare tale mobilitazione, prevaricherà
i governi..Provo ad immaginarmi quello scenario di guerra e tensioni. Non perchè
mi spaventi, ma perchè non so cosa fare, come agire, come riuscire a riunire gente
che impugni un fiore, una chitarra, un pennello; che intoni un canto all'unisono,
una marcia a un solo passo, che rida a crepapelle delle pallottole e delle bombe..
Armare un collettivo nazionale, continentale, mondiale..Per caso non siamo milioni
nel mondo a non volere che L'Umanità venga distrutta dalla guerra e che crediamo
nella Pace, nella Giustizia e nella Solidarietà?

Facciamo qualcosa, fratello! Per esempio, mentre il governo ecuadoriano fortifica
la frontiera nord con il Piano di Pace Ecuadoriano per contrapporsi al Piano Colombia,
che è guerrafondaio (questione che conosci molto bene), noi che non siamo niente
e che però qualcosa possiamo fare, armiamo brigate di cantori, di poeti, di artisti,
di artigiani, di matti: per costruire la muraglia dell’allegria, della vita e
della speranza che riesca a frenare la distruzione e la morte, la gente ne ha
bisogno, più della assistenza governativa che comunque si merita. Cosa ne pensi
di un collettivo che riesca a congregare gli abitanti della zona per aiutarli
a sperare in un futuro più umano e decidere assieme cosa fare in opposizione all’impero
e alle sue armi!”
... è triste ciò che ci racconti sull’Italia, e ciò che apprendiamo dai mezzi
di comunicazione. Non ti spaventare se il governo è fascista, razzista, xenofobo,
pornografico: è intrinseco nell’ideologia di chi ha vinto le elezioni; ciò che
realmente deve preoccuparci è la “capacità” delle forze di sinistra di perdere
tanto rotondamente la sua rappresentazione politica. Qui, con la famiglia e gli
amici, ragionando su quello che sta avvenendo, crediamo che la trappola mortale
nella quale cadono le correnti di sinistra e progressiste internazionali, soprattutto
nei processi elettorali, è quella di allearsi coscientemente o incoscientemente
con forze conciliatrici, che si proclamano di “centro-sinistra”, socialdemocratiche,
che nei fatti risultano i migliori alleati della destra e del fascismo; perché
è sempre stata una menzogna che in politica esista un centro, come è stata una
menzogna il presunto affanno di questo “centro”per conciliare le classi, ciò non
è razionalmente possibile. Alla fine, i popoli pagano l’ “ingenuità” dei propri
dirigenti di sinistra che molte volte non è tale perché è comprovato che è dovuta
a questioni di comodo. I teorici, gli intellettuali, la cosiddetta intellighenzia..
Se fosse proseguito il lavoro e la lotta storica dei Partigiani, ad esempio, l’Italia
sarebbe un modello di Libertà, Giustizia e Solidarietà.

E la “sicurezza”! E’ questo il tema che la destra cavalca ora in tutto il mondo
e sarebbe noioso se io ti parlassi di tale argomento, quando tu vivi tutti i giorni
questa realtà barbara e stupida che sfocia nel razzismo e nella xenofobia. Invece
ti racconterò quello che succede qui, in questo momento, e cioè ti parlerò di
una modifica costituzionale che proporrà l’Assemblea e che riguarda la “sicurezza
dei cittadini”:
Sembra che nella “messa a punto” delle città ecuadoriane per farle sembrare moderne
e turistiche, le autorità cittadine (municipi) hanno vietato da anni le bancarelle
in quasi tutti gli spazi pubblici perché sarebbe “uno spettacolo che imbruttisce
le città”, e con questo provvedimento più del 40% della forza-lavoro nazionale,
formata da lavoratori precari –questa è la percentuale della sottooccupazione
nel paese- è stata cacciata nelle periferie, dove sono stati loro offerti degli
spazi dove, essendo lontani dai centri, nessuno andrà a fare acquisti. Chiaramente,
i venditori ambulanti hanno cominciato a proliferare, poichè la maggior parte
dei venditori di strada si è rifiutata di occupare quegli spazi e ha continuato
a stare nelle strade, perseguitati dalla polizia che, quando li pesca, li arresta
e sequestra loro la merce. Ad ogni modo, le città sembravano “più ordinate, più
pulite, più sicure per la ‘gente per bene’ che abita nelle zone di negozi in regola,
per i turisti che –finalmente!- possono apprezzare i centri storici –le zone rigenerate-
senza il fastidio di tante cianfrusaglie tra le quali abbondano i delinquenti,
etc.” (Sto citando discorsi comuni). Nell’articolazione della nuova costituzione
che sta preparando l’Assemblea, la settimana scorsa è stato approvato un articolo
che elimina la figura del lavoro “informale” e al suo posto nasce quella di lavoro
autonomo, proibisce la confisca della merce e la detenzione dei venditori, e obbliga
anche la polizia a regolarizzare queste attività perché si realizzi in tutta la
città. Tradotto: il sottoimpiego non è un crimine.
La sola approvazione di questa proposta ha portato alla luce la verità: una marea
umana repressa –senza esagerazioni- ha preso possesso delle strade del centro
delle città, soprattutto a Guayaquil, e le ha riempite di punti vendita di rispettabili
–questa volta sì!- lavoratori autonomi che con orgoglio offrono a tutti i passanti
le loro mercanzie utili, inutili, brutte, belle, nazionali, straniere, acquistate,
rubate, di contrabbando ma con “garanzia di provenienza”... Siccome non può essere
d’altra forma, la “gente perbene” e la polizia municipale gridano al cielo attraverso
i mezzi di comunicazione il “caos e la delinquenza e la miseria che sono tornate
nelle città”; e minacciano, proclamano rivolte, vociferano, schiamazzano, battono
i piedi… e reprimono. (I notiziari di questa notte, qualche minuto fa, informavano
che alcuni poliziotti municipali di Quito, in zona aeroporto, avrebbero sloggiato
con gas lacrimogeni venditori di caramelle avrebbero ammazzato un bambino di appena
sette settimane. Tutto bene!). Che il governo stia fomentando questi disordini,
che campeggi un sentimento di insicurezza, che ci sia da difendere le conquiste
della civilizzazione..no all’anarchia, dicono; e per domani stanno organizzando
una marcia a favore dei commercianti “regolari” con la protezione della polizia
municipale, che ha dimostrato di poter mettersi anche contro la polizia nazionale.
Certo, si sentono autorizzati ad agire perchè le informazioni che prima rimanevano
insabbiate adesso stanno uscendo allo scoperto: in Ecuador le guardie di sicurezza
private, la maggior parte con porto d'armi, contano più di 90 mila unità, mentre
la polizia nazionale ne conta 42 mila. E questo che ci fa pensare? Che i “signori”
del potere economico a noi poveri ci tengono buoni con una forza paramilitare
superiore più del doppio alla forza pubblica civile che, in alcune occasioni,
si unisce agli altri per reprimere manifestazioni popolari che “sbagliano” quando
reclamano diritti calpestati. Viva la sicurezza cittadina!
Così appare tuttora il paese: le minoranze che detengono il potere economico
che governano le principali città e provincie, non sopportano le lamentele della
massa umana di disoccupati, sottoimpiegati, lavoratori mal pagati e precari, che
solamente stanno pretendendo e lottano per un governo di tutti. Al centro di questo
discorso c'è il governo, che di fronte a questa situazione si è limitato a dichiarare
che non si tratta di inondare le città di venditori ambulanti, ma che non sarà
nemmeno concesso che si criminalizzi il lavoro “informale”..c'è da attendere per
vedere dove andremo a finire.
Cerco di capire il tuo sconforto quando mi dici che preferiresti pensare i tuoi
figli lontani da un paese governato da chi prende misure perché la
gente smetta di pensare, e si tenga stretto quello che possiede, dichiari illegale
la solidarietà verso il prossimo, veda giusto ciò che è ingiusto e cancelli la
Libertà... per quello devono mantenere tanto potere economico, politico e mediatico...
ciò nonostante, fratello terrestre, rallegriamoci: ci rimangono ancora una testa
e due mani.
Questa settimana ti scriverò ancora, purtroppo di nuovo di guerra...
Un abbraccio
Pato