07/06/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Caro fratello,
 
                    dei fatti che si stanno verificando, quello che più mi preoccupa è la questione del “piano C” dell'impero che consisterà in un attacco militare all'America Latina perché il potere di influenza politico e diplomatico si riduce ogni giorno di più: ultimamente stanno perdendo le elezioni in Paraguay con il trionfo di Fernando Lugo e perdono anche in Bolivia, in Santa Cruz non vota il 40% della popolazione e il 20% vota comunque contro il separatismo; questi, assieme alla Colombia, rimasero isolati nell'ultima conferenza dei cancellieri della OEA che si riunì per condannare la mancanza di rispetto alla sovranità ecuadoriana; l'assemblea successiva dei presidenti del Gruppo di Rio nemmeno li prese in considerazione e a seguito scaturì l'iniziativa di costituire l'organizzazione dei paesi latinoamericani che a Lima, nella V assemblea dei Presidenti di America Latina, Caraibi e Unione Europea, oggi stesso sta prendendo forma; a una buona parte dei paesi sudamericani non interessa un trattato di libero commercio (TLC) con questi paesi e sono otto i governi sudamericani contrari. L'UNASUR (Unione di Nazioni del Sud) prende forma, etc.
 
donne indios di QuitoDi fronte a questa realtà vedo con chiarezza che l'impero sta lavorando, attraverso la Colombia, per creare le condizioni che “giustifichino” l'intervento militare in Sudamerica: un attacco in territorio ecuadoriano di un campo delle FARC portando avanti la sua politica di “guerra preventiva”; una campagna mediatica internazionale per portare l'opinione pubblica internazionale a credere che Ecuador e Venezuela siano in combutta con le FARC; possibile costruzione di una base aerea americana in Colombia (in Guajira, territorio in disputa con il Venezuela) in sostituzione della base che attualmente esiste a Manta-Ecuador, dove non si rinnoverà la concessione; pretesa balcanizzazione dell'America Latina che già sta iniziando da Santa Cruz, in Bolivia, come parte del piano della CONFEDERAZIONE INTERNAZIONALE PER LA LIBERTA' E L'AUTONOMIA REGIONALE (CONFILAR); rafforzamento delle forze armate regolari colombiane, le più imponenti del continente con 400 mila soldati e armi da guerra di ultima generazione di ogni tipo; mobilitazione e manovre della IV flotta USA con basi a Panama.. Queste cose sono le più note.
 
L'America Latina - il Sudamerica soprattutto - nei paesi democratici che si stanno sforzando di smettere di essere gli zerbini dell'impero, rimane con questa spada di Damocle che pende sopra la sua testa, e che cadrà quando si verificheranno determinate condizioni in questa regione, e nel mondo: si inventeranno una “forza di pace” - como quella che vediamo in Irak, per esempio - che massacrerà le popolazioni, erigerà governi marionetta, si “farà carico” dello sfruttamento delle risorse naturali e si impossesserà della geografia che convenga alla sua strategia. Così fino a quando il suo fallimento darà ormai palese..Come sta succedendo adesso dentro e fuori dal territorio americano.
 
L'America Latina, come altri continenti, non sarà in grado di opporsi militarmente con successo di fronte ad un attacco simile. Io credo che la migliore arma che potrà utilizzare sia la mobilitazione dei suoi popoli, denunciando e lottando per la Pace. Il vero problema è come strutturare tale mobilitazione, prevaricherà i governi..Provo ad immaginarmi quello scenario di guerra e tensioni. Non perchè mi spaventi, ma perchè non so cosa fare, come agire, come riuscire a riunire gente che impugni un fiore, una chitarra, un pennello; che intoni un canto all'unisono, una marcia a un solo passo, che rida a crepapelle delle pallottole e delle bombe.. Armare un collettivo nazionale, continentale, mondiale..Per caso non siamo milioni nel mondo a non volere che L'Umanità venga distrutta dalla guerra e che crediamo nella Pace, nella Giustizia e nella Solidarietà?
 
AlpacaFacciamo qualcosa, fratello! Per esempio, mentre il governo ecuadoriano fortifica la frontiera nord con il Piano di Pace Ecuadoriano per contrapporsi al Piano Colombia, che è guerrafondaio (questione che conosci molto bene), noi che non siamo niente e che però qualcosa possiamo fare, armiamo brigate di cantori, di poeti, di artisti, di artigiani, di matti: per costruire la muraglia dell’allegria, della vita e della speranza che riesca a frenare la distruzione e la morte, la gente ne ha bisogno, più della assistenza governativa che comunque si merita. Cosa ne pensi di un collettivo che riesca a congregare gli abitanti della zona per aiutarli a sperare in un futuro più umano e decidere assieme cosa fare in opposizione all’impero e alle sue armi!”
 
... è triste ciò che ci racconti sull’Italia, e ciò che apprendiamo dai mezzi di comunicazione. Non ti spaventare se il governo è fascista, razzista, xenofobo, pornografico: è intrinseco nell’ideologia di chi ha vinto le elezioni; ciò che realmente deve preoccuparci è la “capacità” delle forze di sinistra di perdere tanto rotondamente la sua rappresentazione politica. Qui, con la famiglia e gli amici, ragionando su quello che sta avvenendo, crediamo che la trappola mortale nella quale cadono le correnti di sinistra e progressiste internazionali, soprattutto nei processi elettorali, è quella di allearsi coscientemente o incoscientemente con forze conciliatrici, che si proclamano di “centro-sinistra”, socialdemocratiche, che nei fatti risultano i migliori alleati della destra e del fascismo; perché è sempre stata una menzogna che in politica esista un centro, come è stata una menzogna il presunto affanno di questo “centro”per conciliare le classi, ciò non è razionalmente possibile. Alla fine, i popoli pagano l’ “ingenuità” dei propri dirigenti di sinistra che molte volte non è tale perché è comprovato che è dovuta a questioni di comodo. I teorici, gli intellettuali, la cosiddetta intellighenzia.. Se fosse proseguito il lavoro e la lotta storica dei Partigiani, ad esempio, l’Italia sarebbe un modello di Libertà, Giustizia e Solidarietà.
 
lustrascarpeE la “sicurezza”! E’ questo il tema che la destra cavalca ora in tutto il mondo e sarebbe noioso se io ti parlassi di tale argomento, quando tu vivi tutti i giorni questa realtà barbara e stupida che sfocia nel razzismo  e nella xenofobia. Invece ti racconterò quello che succede qui, in questo momento, e cioè ti parlerò di una modifica costituzionale che proporrà l’Assemblea e che riguarda la “sicurezza dei cittadini”:
Sembra che nella “messa a punto” delle città ecuadoriane per farle sembrare moderne e turistiche, le autorità cittadine (municipi) hanno vietato da anni le bancarelle in quasi tutti gli spazi pubblici perché sarebbe “uno spettacolo che imbruttisce le città”, e con questo provvedimento più del 40% della forza-lavoro nazionale, formata da lavoratori precari –questa è la percentuale della sottooccupazione nel paese- è stata cacciata nelle periferie, dove sono stati loro offerti degli spazi dove, essendo lontani dai centri, nessuno andrà a fare acquisti. Chiaramente, i venditori ambulanti hanno cominciato a proliferare, poichè la maggior parte dei venditori di strada si è rifiutata di occupare quegli spazi e ha continuato a stare nelle strade, perseguitati dalla polizia che, quando li pesca, li arresta e sequestra loro la merce. Ad ogni modo, le città sembravano “più ordinate, più pulite, più sicure per la ‘gente per bene’ che abita nelle zone di negozi in regola, per i turisti che –finalmente!- possono apprezzare i centri storici –le zone rigenerate- senza il fastidio di tante cianfrusaglie tra le quali abbondano i delinquenti, etc.” (Sto citando discorsi comuni). Nell’articolazione della nuova costituzione che sta preparando l’Assemblea, la settimana scorsa è stato approvato un articolo che elimina la figura del lavoro “informale” e al suo posto nasce quella di lavoro autonomo, proibisce la confisca della merce e la detenzione dei venditori, e obbliga anche la polizia a regolarizzare queste attività perché si realizzi in tutta la città. Tradotto: il sottoimpiego non è un crimine.
 
La sola approvazione di questa proposta ha portato alla luce la verità: una marea umana repressa –senza esagerazioni- ha preso possesso delle strade del centro delle città, soprattutto a Guayaquil, e le ha riempite di punti vendita di rispettabili –questa volta sì!- lavoratori autonomi che con orgoglio offrono a tutti i passanti le loro mercanzie utili, inutili, brutte, belle, nazionali, straniere, acquistate, rubate, di contrabbando ma con “garanzia di provenienza”... Siccome non può essere d’altra forma, la “gente perbene” e la polizia municipale gridano al cielo attraverso i mezzi di comunicazione il “caos e la delinquenza e la miseria che sono tornate nelle città”; e minacciano, proclamano rivolte, vociferano, schiamazzano, battono i piedi… e reprimono. (I notiziari di questa notte, qualche minuto fa, informavano che alcuni poliziotti municipali di Quito, in zona aeroporto, avrebbero sloggiato con gas lacrimogeni venditori di caramelle avrebbero ammazzato un bambino di appena sette settimane. Tutto bene!). Che il governo stia fomentando questi disordini, che campeggi un sentimento di insicurezza, che ci sia da difendere le conquiste della civilizzazione..no all’anarchia, dicono; e per domani stanno organizzando una marcia a favore dei commercianti “regolari” con la protezione della polizia municipale, che ha dimostrato di poter mettersi anche contro la polizia nazionale. Certo, si sentono autorizzati ad agire perchè le informazioni che prima rimanevano insabbiate adesso stanno uscendo allo scoperto: in Ecuador le guardie di sicurezza private, la maggior parte con porto d'armi, contano più di 90 mila unità, mentre la polizia nazionale ne conta 42 mila. E questo che ci fa pensare? Che i “signori” del potere economico a noi poveri ci tengono buoni con una forza paramilitare superiore più del doppio alla forza pubblica civile che, in alcune occasioni, si unisce agli altri per reprimere manifestazioni popolari che “sbagliano” quando reclamano diritti calpestati. Viva la sicurezza cittadina!
 
Così appare tuttora il paese: le minoranze che detengono il potere economico che governano le principali città e provincie, non sopportano le lamentele della massa umana di disoccupati, sottoimpiegati, lavoratori mal pagati e precari, che solamente stanno pretendendo e lottano per un governo di tutti. Al centro di questo discorso c'è il governo, che di fronte a questa situazione si è limitato a dichiarare che non si tratta di inondare le città di venditori ambulanti, ma che non sarà nemmeno concesso che si criminalizzi il lavoro “informale”..c'è da attendere per vedere dove andremo a finire.
 
Cerco di capire il tuo sconforto quando mi dici che preferiresti pensare i tuoi figli lontani da un paese governato da chi prende misure perché la gente smetta di pensare, e si tenga stretto quello che possiede, dichiari illegale la solidarietà verso il prossimo, veda giusto ciò che è ingiusto e cancelli la Libertà... per quello devono mantenere tanto potere economico, politico e mediatico... ciò nonostante, fratello terrestre, rallegriamoci: ci rimangono ancora una testa e due mani.
 
Questa settimana ti scriverò ancora, purtroppo di nuovo di guerra...
Un abbraccio
Pato 
Parole chiave: pato, ecuador
Categoria: Guerra
Luogo: Ecuador