È una canzone rap del gruppo di rapper
Combomastas. Palermo, una denuncia contro il degrado, per una
possibilità in più, per resistere e non scappare via,
per non finire nelle mani della mafia. Anche se di aiuti concreti, ai
giovani che lì nascono, non ce ne sono e anzi i 'grandi' –
le istituzioni – sembrano più infastidite, che
interessate. "Lo tagliamo questo
pallone" è la minaccia che i grandi, infastiditi,
rivolgono ai ragazzini costretti a giocare per strada. Invece di
comprendere che quello è l'unico spazio rimasto per inventarsi
il diritto al gioco in una infanzia rubata, i grandi minacciano.
La canzone, il video: sono due potenti strumenti per
far presa soprattutto sui più giovani. Come giovani erano
quelle migliaia di studenti arrivati a bordo della nave della
legalità, per ricordare Falcone e Borsellino. La settimana
scorsa, su queste pagine, abbiamo pubblicato la foto dei due
magistrati, quella forse più famosa in cui si parlano e
sorridono.
In quelle ore veniva presentato un videoclip dei
Combomastas, per la regia di Armando Trivellini. E ci piace
riannodare, a una settimana dal ricordo dei due magistrati antimafia,
una pagina del nostro presente che si rivolge proprio ai giovani ( e
non solo, ovviamente).
Mi scrive Armando Trivellini: “La settimana
scorsa sono stato a Palermo per fare la regia di un videoclip dei
Combomastas, un gruppo rap che ha fatto un pezzo molto bello sul
degrado e la riscossa della parte civile della città contro la
mafia. In Sicilia sta facendo il botto. Sulla pagina You Tube dei
Combomastas e sulla mia è stato visto migliaia di volte in tre
giorni. Secondo me può funzionare anche nel resto d'Italia.
Ma, come sai, le cose in questo Paese rischiano di spegnersi
presto...”
Appunto,
le cose rischiano di spegnersi presto. Quindi eccoli qui, i
Combomastas, e il videoclip: il messaggio è forte, l'impatto
della lingua, che necessita sottotitoli, ci catapulta in una realtà
differente in un batter d'occhio. Le immagini scelte e montate da una
regia sapiente. Spiega
la Fondazione Progetto legalità onlus, che si è
incaricata della maggior diffusione possibile