31/05/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



È una canzone rap del gruppo di rapper Combomastas. Palermo, una denuncia contro il degrado, per una possibilità in più, per resistere e non scappare via, per non finire nelle mani della mafia. Anche se di aiuti concreti, ai giovani che lì nascono, non ce ne sono e anzi i 'grandi' – le istituzioni – sembrano più infastidite, che interessate. "Lo tagliamo questo pallone" è la minaccia che i grandi, infastiditi, rivolgono ai ragazzini costretti a giocare per strada. Invece di comprendere che quello è l'unico spazio rimasto per inventarsi il diritto al gioco in una infanzia rubata, i grandi minacciano.
La canzone, il video: sono due potenti strumenti per far presa soprattutto sui più giovani. Come giovani erano quelle migliaia di studenti arrivati a bordo della nave della legalità, per ricordare Falcone e Borsellino. La settimana scorsa, su queste pagine, abbiamo pubblicato la foto dei due magistrati, quella forse più famosa in cui si parlano e sorridono.
In quelle ore veniva presentato un videoclip dei Combomastas, per la regia di Armando Trivellini. E ci piace riannodare, a una settimana dal ricordo dei due magistrati antimafia, una pagina del nostro presente che si rivolge proprio ai giovani ( e non solo, ovviamente).
 
Mi scrive Armando Trivellini: “La settimana scorsa sono stato a Palermo per fare la regia di un videoclip dei Combomastas, un gruppo rap che ha fatto un pezzo molto bello sul degrado e la riscossa della parte civile della città contro la mafia. In Sicilia sta facendo il botto. Sulla pagina You Tube dei Combomastas e sulla mia è stato visto migliaia di volte in tre giorni. Secondo me può funzionare anche nel resto d'Italia. Ma, come sai, le cose in questo Paese rischiano di spegnersi presto...”
 
Appunto, le cose rischiano di spegnersi presto. Quindi eccoli qui, i Combomastas, e il videoclip: il messaggio è forte, l'impatto della lingua, che necessita sottotitoli, ci catapulta in una realtà differente in un batter d'occhio. Le immagini scelte e montate da una regia sapiente. Spiega la Fondazione Progetto legalità onlus, che si è incaricata della maggior diffusione possibile


clicca qui per la visione e scegli 'watch in high quality'





 

Angelo Miotto

creditschi siamoscrivicicollaborasostienicipubblicità