Non
vedrete perizomi, calzamaglie trasparenti o nudità al varietà
appena creato da Claude Thomas a Marrakech. Al contrario, i corpi delle
ballerine sono pudicamente celati e sono ammessi solo baci sulle
guance.
"Le
Follie di Marrakech", inaugurato all’inizio di questo mese, è
un insolita miscela di decadenza occidentale e Islam.

"È
la prima volta che ho così tanti corpi belli da mostrare e
devo nasconderli. Qui faccio un varietà in stile musulmano
perché l’obiettivo è raggiungere un risultato finale
che sia al 100 percento marocchino, ma anche 100 percento
folies," ha
affermato Thomas. Per
il produttore, si è trattato di un cambiamento radicale. Negli
ultimi quindici anni, ha allestito spettacoli di varietà –
prima a Lille nel nord della Francia, poi in Giappone, in Canada, a
Reno e a Las Vegas.
Ora,
ha detto, è tempo di realizzare un genere nuovo di spettacoli
di questo tipo per il pubblico mussulmano.
"Non
è il
Moulin Rouge perché non siamo a Parigi, non è
il
Cirque du Soleil perché non siamo a Las Vegas, qui offro un
sogno nel rispetto della cultura di un paese," ha affermato il
49enne Thomas.
Dopo
aver affrontato le severe leggi sociali francesi nonché sfide
impreviste, nel maggio del 2006, venduto il suo caffè concerto
in Francia, era venuto a trascorrere qualche giorno a Marrakech dove
aveva trovato una "nuova Las Vegas".

Consigliato
dal console marocchino di Lille di chiamare l’evento "music
hall" invece che "cabaret", la produzione di Thomas
dura un’ora e mezza e trasporta il pubblico in un mondo di maghi,
acrobati, pirati, falconieri, fontane magiche, balletti, musica e
comicità.
Se
Thomas rappresenta la spinta creativa dietro lo show, è
l’Islam che qui detta le regole. In virtù di ciò, i
suoi artisti fungono anche da consulenti interni, che lo informano
durante le prove su cosa è bene evitare e cosa no secondo i
costumi locali.
"Quando
un’artista mi dice che il suo costume potrebbe imbarazzare, lo
modifico cercando di mantenere la sua magia," ha detto Thomas.
Insieme
al cugino, ha acquistato cinque ettari di terreno e ci ha costruito
un teatro di duemila metri quadrati in grado di ospitare un pubblico
di 1.100 persone per uno spettacolo con cena al costo di 550 dirham
(equivalente a cinquanta euro).
Thomas
ha fatto provini a trecento fra acrobati, lanciatori di fiamme e
ballerini di break-dance provenienti da tutto il paese, scegliendone
alla fine 47, di cui dodici sono ragazze di età compresa tra i
17 e i 32 anni.

"Appartengono
ad ogni ceto, dalla borghesia di Casablanca ai ragazzi di strada di
Sale," ha detto.
Thomas
ha anche assunto cinque coreografi per preparare la compagnia, per
quattordici ore al giorno per nove mesi. Mentre la fatica del lavoro
fisico è stata una sfida, forse è stato ancora più
duro superare gli ostacoli mentali.
"La
cosa più difficile è che i Marocchini non si credono
capaci di imprese e dunque sono stupefatti quando ci riescono,"
ha detto il coreografo canadese Santiago Martinez.
Ha
dovuto adattare la sua coreografia alle regole dell’Islam.
"Un
giorno, avevo chiesto loro di mantenere le braccia in seconda
posizione (una specie di una croce curva), ma si sono rifiutati
perché hanno detto che era troppo simile a Cristo. Così
dissi loro di elevare le braccia più in alto," ha
raccontato allegramente Martinez.
Comunque,
su questioni di parità sessuale, Thomas non cambierà
idea e si rifiuta di assumere solo donne per il servizio ai tavoli.
"Rispetto
la vostra religione ed ho persino realizzato una stanza da preghiera,
ma qui ognuno è un artista a prescindere dal sesso," ha
detto.
Il
diciannovenne Imad al Machriki faceva il funambolo alla scuola
circense di Sale prima di unirsi alla compagnia di Thomas. Oggi,
insieme all’allenamento, ha ripreso gli studi che aveva abbandonato
a 13 anni. "È
stato durissimo diventare un professionista, ma oggi sono convinto
che ce la faremo," ha detto Machriki.