La polizia cilena ha arrestato almeno 500 studenti e un giornalista nel corso
di diverse manifestazioni, perlopiù pacifiche, che si sono tenute in varie città
del Paese per protestare contro il progetto di Legge Generale dell'Educazione.

La metà degli arresti, compreso quello di un corrispondente di Radio Canelo,
sono stati effettuati nella capitale Santiago, dove squadre anti-sommossa hanno
interrotto con gas lacrimogeni e idranti un corteo non violento di studenti universitari
e liceali. Negli ultimi giorni, scioperi e occupazioni di scuole e atenei hanno
interessato tutto il Cile. I disordini maggiori si sono verificati a Vina del
Mar e Valparaiso. Nicolas Manriquez, portavoce degli studenti, ha denunciato lo
scontento degli alunni degli istituti pubblici, che lamentano l'assenza di un
sostegno
da parte dello Stato. Nonostante ciò, la presidente del Cile Michelle Bachelet
ha rinnovato oggi il suo consenso alla nuova legge sull'educazione e ha espresso
fiducia nell'insegnamento pubblico, sostenendo che "un Paese è più giusto se garantisce
a tutti un'istruzione di qualità".