
Ad un anno esatto da quella che è stata da alcuni definita come l'"esplosione"
del movimento studentesco venezuelano, le strade del centro di Caracas sono state
invase da migliaia di giovani in marcia verso la sede del Parlamento. Gli
studenti si sono recati ieri con un documento indirizzato ai deputati dell'Assemblea
Nazionale e, i sei delegati lasciati passate dalla polizia, che aveva alzato
barricate nei pressi del Palacio Legislativo, lo hanno consegnato ai parlamentari.
La protesta nelle scuole e nelle università era iniziata nel maggio del 2007, quando, in
seguito alla sospensione del segnale di Radio Caracas Television (Rctv), migliaia
di studenti iniziarono a protestare in difesa della libertà di espressione. Ad un anno da
questo episodio, il movimento è diventato l'avversario più temibile che il presidente
Hugo Chavez si è trovato a dover fronteggiare in quasi dieci anni di governo. Dall'inizio della sua ascesa, il movimento studentesco, è stato identificato
dal governo con l'opposizione destabilizzante e con quello che definisce "l'impero"
degli Stati Uniti. Ad esso è stato contrapposto un movimento "bolivariano" degli
studenti, che conta tra i suoi membri soprattutto gli studenti delle nuove università
create dal governo, come la Univesidad de la Fuerza Armada o la Bolivariana.