28/05/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Stress post-traumatico: le vittime aumentano del 50 per cento in un anno
Balza alle stelle il numero di militari statunitensi trattati per disordini da stress post-traumatico (Ptsd). Il numero dei pazienti in cura al ritorno da missioni sempre frequenti e durature nei teatri di guerra in Afghanistan e Iraq ha subito un aumento del 50 percento nel 2007, rispetto al 2006. L'incremento ha portato a 40 mila il numero dei soldati ai quali è stata diagnosticata tale forma di stress a seguito di uno dei due conflitti.
 
Militare Usa in IraqLa punta di un iceberg. La maggior parte di loro ha prestato servizio nell'esercito, il corpo che ha il più alto numero di vittime di Ptsd, 28.365, diecimila dei quali solo lo scorso anno. Tra i Marines, i malati sono 5.581 (2.114 lo scorso anno). Aeronautica e Marina annoverano meno di un migliaio di casi. I dati sono stati rilasciati dal Ufficio sanitario del Pentagono. Le autorità militari Usa hanno anche riferito che le cifre rese note rappresentano solo una piccola frazione di tutti i dipendenti del Pentagono malati di Ptsd. Tra loro, infatti, non sarebbero stati inclusi quelli presi in carico dal Dipartimento degli affari per i veterani, o gli operatori civili, così come coloro che non denunciano la malattia per paura di essere stigmatizzati o di perdere il lavoro.
 
Disordini psichiciGli incubi della guerra. "Se dovessimo descrivere il livello di conoscenza del problema, direi che siamo ad uno stadio... infantile", ha detto il medico generale dell'esercito, Generale Eric Shoomaker. I malati da stress post-traumatico si sentono costantemente sotto minaccia, fanno continuamente incubi o sono soggetti a pensieri ossessivi nei quali rivivono gli orrori della guerra, dalla perdita di un compagno, delle ferite subite in combattimento. Molti diventano emotivamente insensibili. L'esercito soffre di croniche carenze di personale di fronte al costante aumento dei malati psichici. Trecento nuovi medici verranno assunti nei prossimi mesi. Dovranno sottoporre a cure adeguate i militari che tornano dai teatri di guerra in Iraq e Afghanistan, che hanno raggiunto, rispettivamente, le 170 mila e le 27 mila unità.
 

Luca Galassi

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