Seymour Hersh: l'amministrazione Usa si prepara ad attaccare l'Iran. In segreto ha inviato squadre speciali
Seymour Hersh, uno dei più grandi giornalisti d’inchiesta degli Stati Uniti d’America,
lavora oggi per il settimanale New Yorker con il quale ha vinto anche il premio Pulitzer. Una sua nuova inchiesta, basata
su documenti segreti, ha rivelato che il Pentagono ha da tempo uomini infiltrati
nel territorio iraniano. Il compito? Identificare obiettivi militari, e renderli
identificabili anche dalle armi intelligenti.
Amy Goodman: George Bush ha dichiarato, rispetto alla questione iraniana: “Spero
di trovare una soluzione diplomatica, ma valuterei ogni possibile ipotesi a disposizione”.
La sua risposta a quello che ha detto il presidente Bush?
Seymour Hersh: Bene, Bush dovrebbe unirsi ai colloqui che sono in corso da più di un anno.
Dal 2003, l'Unione Europea, guidata dall'Inghilterra, dalla Francia e dalla Germania,
sta conducendo estese trattative con gli iraniani. L'obiettivo di queste trattative,
in cambio di un impegno al disarmo, è di offrire all’Iran, per usare un cliché,
la carota di cui hanno bisogno in termini di incremento commerciale, incremento
dei crediti e delle merci dual-use, merci che sono state negate dalle sanzioni
a causa delle loro attività.
Gli Stati Uniti non si sono uniti a quei colloqui, non hanno assolutamente intenzione
di farlo. Nel mio articolo sul New Yorker ho citato comunque i diplomatici occidentali, uno dei maggiori diplomatici europei
mi ha detto: “Siamo in una posizione perdente, perché finché l'America non si
unisce a queste trattative non abbiamo potere d’influenza".
Se ci fosse davvero un interesse per questo allora è semplice: iniziamo a comunicare
con l’Iran.
Se la Cia si occupasse di inviare truppe in Iran, allora secondo la Legge dovrebbe
dirlo al Presidente. Il Presidente dovrebbe rendere pubblico un giudizio di approvazione
ed il Congresso ed il Senato dovrebbero essere informati. Invece, se i militari
compiono un'operazione segreta, secondo l’interpretazione della Legge, basta che
ne sia informato il Presidente. Quindi l’esercito si trova là e prepara il campo
di battaglia secondo questi meccanismi. Stanno introducendo squadre segrete. La
parola che usano loro è “wiped clean” (ripulitura). I soldati sono “ripuliti”.
Le loro identità sono completamente non-americane e non militari.
Stanno andando a stabilire contatti con i gruppi all'interno di vari paesi, a
mettere a punto operazioni, provando a fare qualche gioco di guerra, applicando
un po’ di terrorismo verso se stessi per infiltrarsi. Bisogna agire come "i cattivi
ragazzi" per scovare "i cattivi ragazzi". Cioè assomigliare ai ragazzi cattivi
per attrarre altri ragazzi cattivi in modo da sapere chi sono. Molto spesso è
difficile scoprire i terroristi. Questo è un modo per scovarli. E stiamo andando
o fare questo usando i militari. Ma non lo diremo all'ambasciatore americano nel
paese, non lo diremo al capo del distaccamento della Cia. Sarà fatto da Rumsfeld
e dalla sua gente. Questo è un cambiamento enorme, senza precedenti negli ultimi 60 anni.
È giusto dire attaccare l'Iran?
Penso sia giusto dire così. E’ naturale che stiano progettando di attaccare l'Iran.
Ti dico qual è l’obiettivo di quelli che chiamiamo i neo-conservatori, cioè i
Paul Wolfowitz e i Doug Feith della direzione civile nel Pentagono.
Premesso che una delle cose che hanno imparato in Iraq (hanno imparato qualcosa)
è che quel cambiamento di regime, raggiunto con la forza, non sta funzionando
così bene.
L'obiettivo Iran è anche tre volte più grande dell'Iraq. E se l'Iraq potrà essere
controllato, dopo le elezioni, allora lo scopo sarà colpire tre o quattro obiettivi
rapidamente e in modo pulito per essere sicuri di avere la prova delle armi di
distruzione di massa così da dimostrare che gli iraniani stanno ingannando più
di quanto si creda. Questo potrebbe indurre la popolazione (iraniana n.d.r.),
e quei milioni di giovani, a non gradire l’operato del proprio governo, provocando,
ancora una volta, agitazioni contro il regime dei mullah. L'unico problema di
questo progetto è che è sostenuto soltanto da alcuni membri del Pentagono; perché
quasi ogni altro con cui ho parlato, dentro e fuori il governo, afferma che sono
tutte sciocchezze.
Ecco perché alcune persone mi hanno parlato: con il gruppo che comanda alla Casa
Bianca e nel Pentagono, non si può ottenere un incontro. Solo essendo d’accordo
con loro si possono incontrare.
Invece penso che questo sia lo scopo: impiegare poche truppe, un attacco aereo,
forse qualche commando per colpire precisi obiettivi.
Il governo infine ha risposto al tuo articolo dicendo, "E’ così pieno di errori
su fatti fondamentali che è stata distrutta la credibilità dell’ intero resoconto".
Nessun attacco da me ricevuto affronta la sostanza di ciò che ho scritto. Stiamo
operando in Iran? C’è una nuova consapevolezza di che cosa il Pentagono può fare?
Tutto questo non è stato affrontato quando hanno tentato di screditarmi. Penso
a quando scrissi i miei articoli sulla prigione di Abu Ghraib e feci notare sul
New Yorker che cosa stava accadendo, cosa già era successo a Guantanamo, in Afghanistan.
Quando ho scritto quella roba sono stato accusato di calunnia. Ma non dobbiamo
dare importanza a ciò che viene riferito da un addetto alle relazioni pubbliche.