Nell'attesa dell'ottenimento di un pieno status internazionale, Pristina punta al rispetto della multiculturalità
scritto per noi da
Raffaele Coniglio *
Dopo
tre lunghi giorni di pressione da parte del Governo e dei
rappresentanti dell'International Civilian Office (nuova struttura di
stampo prettamente europeo per il supporto alle istituzioni kosovare)
il Parlamento della Repubblica del Kosovo ha approvato la legge sulle
festività. Si tratta di tre ricorrenze fortemente volute dai
parlamentari di etnia albanese, alle quali bisogna aggiungere altri
cinque importanti giorni per le minoranze.

Il
potere legislativo ha stabilito che il 28 Novembre o festa della
bandiera (il 28 del 1912 è il giorno dell'indipendenza
albanese dall'Impero Ottomano) sarà ora ricordato come la
giornata degli Albanesi; il 12 Giugno, conosciuto sino ad ora come
giorno della Liberazione del Kosovo, sarà festeggiato da oggi
in poi come il giorno della Pace, mentre il 6 Marzo o giorno dei
Martiri, passera alla storia come la giornata della Memoria e del
Rispetto per i Veterani di Guerra.
Il
testo della legge riporta anche, e giustamente, trattandosi il Kosovo
di uno Stato multientnico, le ricorrenze per tutte le altre minoranze
che vivono qui e che sono altrettanto rappresentate nella nuova
bandiera che poco piace ai suoi cittadini. Il lungo elenco riporta il
15 Febbraio come la giornata degli Ashkali, l'8 Aprile la giornata
dei Rom, il 23 Aprile il giorno dei Turchi, il 6 maggio quella dei
Gorani e infine il 28 Settembre il giorno dei Bosniaci.

Se
accanto a questi otto eventi aggiungiamo tutti gli altri che il
popolo del Kosovo è abituato a festeggiare (lasciando da parte
il mese di Ramadan, quello del digiuno che disabilita tutti) dobbiamo
inserire la festa di inizio e di chiusura del Ramadan che dura
rispettivamente tre giorni ciascuno, quello del Natale ortodosso che
alcuni pur di non recarsi al lavoro festeggiano, il 25 Dicembre non
si tocca, idem per l'1 Gennaio, il 15 Agosto, la festa dell'Europa è
un "must" e da queste parti ci tengono in molti a
festeggiarla, e sicuramente qualche altra festività di minor
conto che adesso sfugge. C'è di buono una cosa e cioè
che finalmente in maniera ufficiale e con legge dello Stato si è
fatto ordine al calendario delle festività, perchè sino
ad ora chiunque poteva, anche il giorno prima, avvisarti dispiaciuto
di non poter partecipare ad un evento o recarsi a lavoro perchè
il giorno dopo si sarebbe festeggiata la Pasqua ortodossa o
dell’altro. Il nuovo calendario kosovaro presto verrà
stampato tutto in rosso e almeno sulla carta il riconoscimento delle
minoranze sarà garantito. Con il beneplacito delle Istituzioni
tutti potranno festeggiare e festeggiarsi. Certo questo è un
inizio a rilento per la neonata Repubblica del Kosovo che ha tanto da
lavorare e poco da festeggiare.