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In Germania erano poco più di ventimila i Bibelforscher o Studenti
Biblici, come erano allora chiamati i testimoni di Geova, quando i
nazisti andarono al potere nel ’33.
Da subito furono presi di mira per il loro rifiuto di sostenere
l’ideologia nazista. Quasi diecimila testimoni di Geova tedeschi furono
internati nelle prigioni o nei campi nazisti, dove duemila di loro
trovarono la morte. I testimoni non prendevano parte alla vita politica
e soprattutto alle guerre. Dal loro credo religioso discendevano una
serie di comportamenti quotidiani che si scontravano con l’ideologia
totalizzante del nazismo: il rifiuto di imbracciare le armi e di
lavorare per l’industria bellica, il rifiuto di idolatrare il führer
(il saluto “Heil Hitler!”) o la svastica, il rifiuto di aderire al
partito nazista, nonché l’imparzialità con cui diffondevano il
messaggio evangelico non facendo distinzioni tra razze.
Quella dei testimoni fu la prima associazione religiosa ad essere
proscritta nella Germania nazista già nella primavera del ’33.
Per uscire dai campi di concentramento o di prigionia ai testimoni
internati sarebbe stato sufficiente firmare un’abiura, che recitava:
“Ho lasciato completamente l’organizzazione degli Studenti Biblici o
testimoni [ di Geova] e mi sono liberato nel modo più assoluto dei
[suoi] insegnamenti . . . Con la presente assicuro che mai più prenderò
parte all’attività . . . degli Studenti Biblici. Denuncerò
immediatamente chiunque mi avvicini con l’insegnamento degli Studenti
Biblici o riveli in qualche modo di farne parte. Consegnerò
immediatamente al più vicino posto di polizia tutte le pubblicazioni
degli Studenti Biblici che dovessero essere inviate al mio indirizzo.
In futuro stimerò le leggi dello Stato, specie in caso di guerra
difenderò, armi alla mano, la madrepatria e mi unirò in tutto e per
tutto alla collettività”.
Dal 1933, bibbie e pubblicazioni bibliche vennero confiscate ai
testimoni e date alle fiamme. Singoli testimoni furono picchiati e
arrestati perché partecipavano a riunioni di culto. Si moltiplicarono i
licenziamenti di coloro che lavoravano nella pubblica amministrazione,
nella scuola o in altri impieghi pubblici. I loro figli vennero espulsi
da scuola. Centinaia di genitori si videro privati della potestà e i
figli furono avviati a centri di rieducazione nazista.
Nel 1936 la Gestapo formò un’unità speciale per dare la caccia ai
testimoni che si ostinavano a sfidare il bando nazista e continuavano
ad osservare clandestinamente i precetti della loro fede. Nel 1938
erano già circa seimila i testimoni imprigionati o internati per la
loro fede, con la loro riconoscibile uniforme completata dal triangolo
viola.
Il primo obiettore di coscienza tedesco della II guerra mondiale ad
essere passato per le armi fu proprio un testimone di Geova: August
Dickmann. Fu fucilato il 15 settembre 1939 nel campo di concentramento
di Sachsenhausen, per ordine di Heinrich Himmler, capo delle SS.