27/05/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



La misura degli abusi sessuali ai danni di minori da parte degli operatori umanitarie e dei peacekeepers è sottostimata per via dei meccanismi burocratici che disincentivano le denunce. Lo dichiara l'Ong britannica Save the Children, in un rapporto pubblicato oggi.
 
“Per ogni caso di abuso di cui si viene a sapere ce ne sono molti di più che vengono taciuti” ha dichiarato l'autricedel rapporto Corinna Csaky. Il rapporto, che si intitiola “No one to turn to”, nessuno a cui rivolgersi, è stato realizzato ad Haiti, in Costa D'Avorio e nel sud del Sudan nel 2007. In tutti questi luoghi Save the Children ha documentato abusi su bambini commessi da operatori internazionali. I crimini più diffusi sono la prostituzione minorile, spesso in cambio di cibo, la pornografia e il traffico di bambini come schiavi sessuali. “Le persone che vivono nei luoghi dove vengono distribuiti aiuti - spiegano gli operatori di save the Children - hanno paura che coloro che hanno abusato di loro possano tornare e ferirli, oppure che smettano di aiutarli, o di essere stigmatizzati dalla famiglia e dalla comunità”. L'autrice del rapporto aggiunge che le agenzie umanitarie dovrebbero prendere seriamente il problema e mandare regolarmente ai propri staff messaggi che illustrino la situazione e i rischi. Save the Children raccomanda inoltre di creare di sistemi di denuncia realmente efficaci.
 
Categoria: Bambini