27/05/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



L'Egitto ha prorogato oggi per altri 2 anni uno stato d'emergenza ormai pluridecennale e molto controverso, che avrebbe dovuto essere revocato perché considerato una delle fonti delle continue violazioni dei diritti civili in atto nel Paese.

Hosni MubarakLa decisione è stata presa dal presidente Hosni Mubarak malgrado avesse promesso, in occasione della sua rielezione nel 2005, che le leggi speciali imposte nel 1981 dopo l'assassinio del suo predecessore Anwar Sadat sarebbero state rimpiazzate da norme antiterrorismo. L'opposizione e numerose organizzazioni umanitarie contestano lo stato di emergenza e sostengono che le autorità egiziane lo abbiano usato per soffocare ogni forma di dissenso, sia laico che religioso, nel Paese. In base alle leggi speciali, infatti, non ci sono limiti al periodo di detenzione preventiva e i civili possono essere processati davanti a tribunali militari, come è successo di recente ai membri dei Fratelli musulmani, l'organizzazione, illegale in Egitto dal 1954, che può contare su deputati "indipendenti" che occupano il 20 per cento dei seggi parlamentari. "Il governo ha paura a promulgare una legge antiterrorismo, perchè ci sono enormi diversità di interpretazione sul termine. In ogni modo, il progetto a cui lavora oggi è una minaccia per tutte le libertà civili e accorda poteri speciali al capo dello Stato", ha detto il numero due dei Fratelli musulmani Mohamed Habib per commentare la decisione.
 
Categoria: Guerra, Politica
Luogo: Egitto