Il comandante delle Forze Armate
Rivoluzionarie della Colombia (Farc), Manuel Marulanda Velez, è
morto il 26 marzo scorso alle 18,30. Lo ha confermato il comandante
dello Stato maggiore congiunto delle forze armate colombiane,
generale David Moreno. La notizia della morte di Marulanda Velez,
conosciuto anche come Tirofijo (Colpo sicuro), era stata
rivelata dal ministro della Difesa colombiano Juan Manuel Santos, al
settimanale Semana che l'ha pubblicata oggi sulla sua pagina
Internet.

In un comunicato letto alla stampa,
Moreno ha sostenuto che ''le cause del decesso devono essere ancora
confermate'', e che al suo posto le Farc hanno designato Alfonso
Cano. Il generale Moreno ha indicato che le forze militari colombiane
realizzarono tre bombardamenti in zone della regione di Uribe, nel
dipartimento del Meta, dove si riteneva che risiedesse Marulanda
Velez, «anche se non nella data indicata per la morte» da
una fonte sicura. In ambienti vicina alla guerriglia, comunque, si tende a
sostenere che il leggendario comandante delle Farc sia morto di
infarto, anche se ufficialmente non è arrivata nessuna conferma.
L'agenzia di stampa Anncol, da sempre vicina alle Farc, hanno pubblicato articoli
in cui si ripercorre la marea di volte che la stampa colombiana ha dato per morto
il carismatico leader guerrigliero: almeno 40 volte, anche se Tirofijo ha sempre
amato scherzarci su, sottolineando che per i mass media è morto 1200 volte.
Intanto, il presidente colombiano Alvaro Uribe
ha affermato oggi che alcuni capi delle Farc sarebbero disposti a lasciare
la guerriglia e a rilasciare gli ostaggi che detengono, inclusa la
franco-colombiana Ingrid Betancourt, detenuta da oltre sei anni.
Ma si tratta di una strategia politica che difficilmente può avere riscontri.
Uribe ha aggiunto che considera la possibilità di concedere
loro la libertà condizionale e inviarli in Francia. ''Il
governo - ha affermato Uribe a un raduno a Florida in dichiarazioni
trasmesse in diretta dalla tv - ha ricevuto telefonate in cui alcuni
leader annunciano la loro decisione di abbandonare le Farc e
consegnare gli ostaggi, inclusa la dottoressa Ingrid Betancourt, se
il governo garantirà loro la libertà''.