''Il governo algerino ha deciso di
rafforzare in modo eccezionale i mezzi dei servizi di sicurezza nel
periodo 2006-2010, stanziando circa quattro miliardi di euro''. Lo ha
dichiarato oggi Yazid Zerhouni, ministro degli Interni d'Algeri, in
occasione della 13/ma conferenza dei ministri dell'Interno dei paesi
del Mediterraneo occidentale (Cimo) che si è svolta a
Nouakchott, in Mauritania.

''Si tratta di raddoppiare il numero
degli effettivi della direzione generale della sicurezza nazionale e
della gendarmeria'', ha precisato il ministro. ''L'impegno
dell'Algeria è un contributo supplementare al servizio della
sicurezza collettiva'', ha aggiunto invitando i ministri degli paesi
dell'Iniziativa 5+5 (Italia, Spagna, Portogallo, Malta, Francia,
Marocco, Tunisia, Libia, Mauritania, Algeria), a prendere
''iniziative solidali e complementari''.
Zerhouni ha anche commentato la
situazione attuale dell'Algeria dove, dopo la guerra civile costata
la vita ad almeno 200mila persone negli anni Novanta, continua lo
stillicidio quotidiano di violenze tra le forze dell'ordine algerine
e il gruppo di al-Qaeda in Maghreb. ''E' arrivato il momento di
implicare nella lotta contro l'estremismo anche i media e la
comunicazione'', ha detto Zerhouni. ''La guerra in corso è
anche psicologica e mediatica, la propaganda estremista occupa degli
spazi della comunicazione dove è assente il nostro controllo.
Dobbiamo mettere in campo un piano mediatico per raccogliere la sfida
di questa guerra psicologica, in particolare nei paesi occidentali
dove si sono sviluppate false idee come il binomio
Islam-terrorismo'', ha concluso il ministro.