25/01/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



La capitale del Bahrein sposa cultura e divertimento
moschea a manamaCi sono solo 25 chilometri di mare tra la frontiera saudita e quella del Bahrein. Le collega un'autostrada dritta, dedicata a Re Fhad, un nastro di asfalto che si srotola nel deserto verso il divertimento. Infatti la via di comunicazione non serve tanto a concludere affari quanto a portare tanti facoltosi cittadini sauditi durante il fine settimana verso gli ozii dorati di Manama, la capitale del Bahrein.
 
Sorsi di libertà. Nel mondo arabo, Manama è considerata una città tranquilla, ma per tanti sauditi e non solo, dopo una settimana a fare affari in un Paese come l'Arabia Saudita che è uno dei luoghi più casti e conservatori del mondo, la capitale del Bahrein diventa un luogo dove dare sfogo a tutti i vizi che in patria sarebbero sconvenienti. Secondo molti cittadini di Manama, non è raro vedere nei locali alla moda della città, comitive di sauditi affondati in comodi divanetti, magari circondati da belle ragazze, in un turbinio di cibi prelibati accompagnati da buone bottiglie e tante sigarette. Il Bahrein è una meta ambita dai turisti, non solo sauditi, perchè la città ha gusto per il divertimento, ma non solo, essendo anche un punto di riferimento per la cultura. Oltre ai centri più celebri come il Museo Nazionale del Bahrein e la Casa del Corano (centro studi sulle sacre scritture), Manama offre iniziative all'avanguardia rispetto alla produzione intellettuale.
 
spettacolo notturno della danza dei veliLa casa di Fatima. Un esempio di questo fermento intellettuale è certamente La Fontaine, un'antica casa di Manama che ospita un centro culturale tra i più attivi del Paese. Tutti però la conoscono come la casa di Fatima. Fatima Alireza è infatti l'animatrice del centro che si occupa di esposizioni artistiche, mostre fotografiche e vernici che spaziano dalla cucina tradizionale alla musica e all'artigianato e dove non si disdegna la compagnia di un buon bicchiere. Otto anni fa Fatima ha restaurato una delle case più antiche del centro della capitale, facendone un centro che, attraverso mille iniziative diverse, si sta rivelando un'autentica miniera d'oro. Tutto è cominciato nel 1996 con un ministro in giro per New York. Tawfiq al-Moayed non sarà il classico burocrate. Al-Moayed è il ministro del Turismo del Bahrein e per affari si trovava nella metropoli statunitense. Qui si è imbattuto in una esposizione del francese Jean-Marc Sinan, artista poliedrico e architetto. I due si sono conosciuti e, a dispetto di tutti i pregiudizi del mondo, si sono trovati d'accordo su tutto. L'invito a Sinan per un viaggio in Bahrein è stato colto al volo dall'artista. Obiettivo del solerte ministro era avere un consiglio da Sinan su delle iniziative che promuovessero la cultura locale nel mondo. Mentre Sinan passeggiava per le strade di Manama, la sua fantasia fu colpita dalle vecchie case del centro risalenti alla fine del IX secolo. Ecco l'elemento particolare da rivalutare per attirare l'attenzione del mondo su un posto piccolo e poco conosciuto come il Bahrein.
 
vista di manama dal mareContaminazione culturale. L'estro di Sinan ha trovato una sponda ideale in Fatima che ha saputo che l'artista era interessato alla rivalutazione di quelle che per molto tempo erano state solo delle vecchie case e che ne aveva ereditata una dal vecchio padre. Le case hanno un cortile interno rettangolare sul quale si affacciano gli ambienti della casa. La facciata esterna è caratterizzata da finestre decorate con delle porte piccole che non lasciano immaginare l'ampiezza degli interni. Sinan si è impegnato a non stravolgere la classica architettura araba, ma l'ha solo sposata con il gusto europeo e ne ha ottimizzato gli spazi con le più recenti innovazioni d'arredo d'interni europee. Un matrimonio riuscito, almeno valutando il successo delle iniziative culturali di Fatima. Un esempio di rispetto e arricchimento reciproco. Per la cronaca, il La Fontaine si trova al numero 92 di Hoora Avenue, Manama 306, ed è aperto dalla 9 alle 22.30, tutti i giorni tranne il venerdì. Quello è giorno di preghiera.

Christian Elia

Articoli correlati: La scheda paese: Gli argomenti più discussi: Le parole chiave più ricorrenti:
Pubblicità