Chiunque cammini per le strade di Marsiglia, sentirà lingue e musica di ogni
angolo del globo. A soli pochi passi da La Canebière, lo splendido viale principale
della città rinnovato di recente, vi sembrerà di trovarvi nell’Africa del Nord.
Nelle buie e anguste strade laterali, i negozi arabi si susseguono uno affianco
all’altro e la musica echeggia dagli altoparlanti.

Per Sami Sadak, etnomusicologo e direttore artistico turco di
Babel Med Music, Marsiglia è il palcoscenico ideale per ospitare un festival della musica mondiale.
"Da secoli Marsiglia è meta di immigrati che provengono da tutta la regione del
Mediterraneo. Nessuno qui vive isolato. I cittadini non si considerano francesi,
algerini o marocchini ma innanzitutto marsigliesi". In quattro anni dalla sua nascita, il
Babel Med Music è diventato il forum europeo più importante della musica mondiale dopo il Womex
(World Music Expo) di Siviglia, in Spagna.
Per tre giornate intere alla fine di marzo, il forum ha presentato ad un pubblico
internazionale di esperti più di 100 produttori, etichette, organizzatori di concerti
e tournée provenienti da tutto il mondo. Ogni sera, il festival apriva le porte
anche ad un pubblico di meno esperti con un programma che prevedeva una maratona
di concerti con 30 band fino ad allora poco conosciute in Europa.
Le varie culture musicali rappresentate spaziavano dai complessi tradizionali
dell’Egitto e della Grecia fino ai dj. Il dj malese Mo, ad esempio, offre nuovi
mix elettronici di musica tradizionale araba e africana che creano un contrappunto
intelligente tutto africano a Mtv. Il punto centrale del festival, tuttavia, ruota intorno alla regione del Mediterraneo. "I paesi come la Turchia, con la sua scena musicale incredibilmente varia, continueranno
in futuro a guadagnare sempre più importanza", ha dichiarato Helmut Bürgel, direttore
artistico del
Stimmen Festival (Festival delle Voci) di Lörrach, città della Germania sud-occidentale e membro
della giuria di selezione del
Babel Med Music.
"Non potremmo che biasimare noi stessi, in quanto europei, se non fossimo in
grado di superare la barriera artistica che ci separa dalla cultura araba", ha
dichiarato Bürgel. "Nel giro di qualche anno, l’incontro con la cultura turca
e araba sarà una cosa del tutto naturale per noi". A darci una dimostrazione di come l’incontro tra culture possa funzionare è
il
trombettista libanese Ibrahim Maalouf. Il musicista, di formazione classica, si
è distinto con i suoi fraseggi arabi inconsueti che, insieme alla fusione di suoni
jazz della sua band, ha riscosso un grande successo da parte del pubblico. Il luogo dello spettacolo musicale, che si è svolto per tre giornate, è l’ex
area portuale del
Docks de Sud. Intorno a quella zona sono stati costruiti nuovi
edifici e torri gigantesche adibite ad uffici. Marsiglia si trova al centro del
processo Euromed, un programma sponsorizzato dall’Unione Europea finalizzato ad
intensificare la cooperazione tra gli stati del Mediterraneo.
Attualmente, la città appare come un enorme e sconfinato cantiere edilizio. Tre
miliardi di euro sono stati messi a disposizione per i nuovi mega progetti da
parte della Francia, dell’Ue e degli investitori privati. L’Euromed concepisce
Marsiglia come la "porta di accesso al sud" e crocevia economico del futuro. Per
Marsiglia questa rappresenta una grande opportunità, tanto che si sta già candidando
per conquistare il titolo di Capitale della Cultura Europea nel 2013.

Per Sami Sadak il
Babel Med rappresenta un importante catalizzatore per la
ripresa della città. I suoi numerosi visitatori rafforzano l’economia e gli abitanti
della città possono ora scoprire nuovi complessi musicali finora sconosciuti,
che spesso si esibiscono per la primissima volta in Francia!
Altro momento clou del festival è stata la presentazione del flautista Mamar
Kassey, che durante un gruppo di discussione in merito alle condizioni di lavoro
e produzione dei musicisti, ha raccontato le sue esperienze nel Niger, il suo
paese natale. Per anni, Kassey ha guadagnato solo 2,50 euro al mese come membro
di una compagnia di danzatori.
Sia dal recente festival di hip hop di Dakar, un’etichetta musicale mondiale
specializzata nella produzione del Tuareg Kitsch che dal club musicale popolare
autogestito dell’associazione italiana Arci, l’umore dei partecipanti al festival
è ottimista. Come ha riferito di recente
Le Monde, la scena musicale mondiale, in contrapposizione
al restante settore musicale, è teatro di una marea di concerti. Le tirature dei
cd musicali mondiali raramente superano le 20mila copie, tuttavia, le vendite
rimangono stabili.
Questo si spiega col fatto che vengono utilizzati canali di distribuzione alternativi.
Negozi specializzati, iniziative indipendenti e comunità etniche rivestono un
ruolo molto importante nella divulgazione della musica.
Anche la scena musicale locale è coinvolta nel forum
Babel Med Music, come
il coro delle donne che cantano in lingua occitana.
"È importante che un forum internazionale mantenga le radici nella regione”,
ha dichiarato Helmut Bürgel. "Ai concerti si contano numerosi marsigliesi tanti
quanti sono i visitatori professionisti del settore musicale".
Se Marsiglia continuerà ad essere quella location ideale per il
Babel Med Music,
questo sarà tutto da vedere. La risistemazione del centro sta modificando rapidamente
il volto della città. Molti dei suoi poveri abitanti dell’Africa del Nord sono
costretti a spostarsi, mentre gli uffici e gli appartamenti lussuosi sono in costante
crescita. Marsiglia sta correndo il rischio di perdere la sua reputazione di città
con un’identità multiculturale.