Marco Rovelli, autore di ‘Lager italiani’, sulle misure del governo contro gli immigrati

Abbiamo chiesto a Marco Rovelli, autore del libro sui cpt
Lager italiani (Bur, Rizzoli, 2006): giudica in maniera estremamente negativa l’intenzione
del governo Berlusconi di introdurre il reato di immigrazione clandestina. A suo
parere, criminalizzare gli immigrati non è solo razzistico: è pericoloso per la
nostra democrazia e assurdo da un punto di vista pratico.
Rovelli, cosa pensa delle misure che il governo intende adottare per contrastare
l’immigrazione clandestina?
Far rientrare la figura dell’immigrato irregolare nel penale è un orrore sotto
tutti i punti di vista. Innanzitutto significa cerare dal nulla una popolazione
di quasi un milione di latitanti che andrebbero individuati e arrestati: questo
vuol dire trasformare il nostro Paese di uno Stato di polizia, creando un clima
di arbitrio poliziesco di cui gli immigrati non sarebbero gli unici a fare le
spese.
Poi, che fine farebbero queste migliaia e migliaia di immigrati arrestati nelle
retate e le centinaia di nuovi irregolari che ogni giorno sbarcano sulle nostre
coste?
Pare li vogliano rinchiudere nei cpt per un anno e mezzo, invece che per due
mesi come accade oggi. Ma come sarà possibile, visto che oggi di questi lager
in Italia ce ne sono solo quattordici, con una capienza complessiva di circa duemila
persone? Di certo non li potranno sbattere nelle patrie galere, già sovraffollate:
verranno allora appositamente riaperte le antiche prigioni di Pianosa e dell’Asinara,
come qualcuno ha già proposto? Per non parlare dell’impatto destabilizzante che
tutto questo avrebbe sul nostro sistema giudiziario.