20/05/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Venezuela, velivolo spia Usa viola lo spazio aereo di Caracas. Polemiche fra Chavez e il Pentagono
Sarebbe stata causata da un errore la violazione dello spazio aereo venezuelano avvenuta lo scorso week end da parte di un velivolo delle forze armate statunitensi. Per Caracas invece lo sconfinamento è avvenuto in modo del tutto volontario.

Un Vikink S-3B l'aereo usato dalla forza antidroga UsaI fatti. Il Pentagono non ha potuto fare altro che ammettere tutto: un suo aereo Viking S-3B, usato per la ricerca e l'eliminazione dei sottomarini nemici, e molto spesso come aereo spia, ha oltrepassato lo spazio aereo venezuelano senza permesso, causando un incidente diplomatico fra i due paesi, che poteva avere effetti disastrosi. Ufficialmente l'errore sarebbe stato causato da un mal funzionamento nel sistema di navigazione del velivolo. I fatti sarebbero avvenuti sabato notte nei cieli dell'arcipelago del La Ochila, splendido paradiso terrestre a circa 160 chilometri a nord della capitale Caracas.
Da queste parti l'esercito venezuelano ha una base e grazie ai precisi radar in dotazione alle forze armate di Chavez non è stato difficile capire che si trattava di un aereo Usa.
Secondo il Pentagono il velivolo si sarebbe fatto identificare e avrebbe poi continuato la sua missione. “Abbiamo subito detto che eravamo della forza armata Usa. La conversazione è stata rispettosa e professionale” ha detto il portavoce del Pentagono Jeffrey Gordon.
Immediate le reazioni di Caracas che per voce del suo cancelliere, Nicolas Maduro, ha convocato l'ambasciatore Usa, Patty Dutty, per chiedere spiegazioni sui fatti avvenuti.

Il PentagonoDubbi. Sono molti i dubbi che riguardano questa vicenda. In primo luogo l'aereo Usa partito da Curacao e usato per le missioni antidroga in tutta l'America Latina, stava sorvolando una zona che nulla ha a che fare con i traffici illeciti e che soprattutto è vietata a qualsiasi aereo civile e militare. In quell'area, però, il Venezuela ha una delle sue basi militari più importanti, oltre a una grande dimora presidenziale: forse la missione era più ricognitiva che antinarcotici. Non è la prima volta che nella zona un'operazione militare rischia di incrinare i già delicatissimi rapporti fra Caracas e Washington. Già nel luglio 2005 il leader bolivariano aveva denunciato un piano Usa per l'invasione del Venezuela: il Plan Balboa. Secondo Chavez, dal 2001 Washington e i suoi fedeli alleati stavano studiando il modo più semplice per entrare a Caracas e impadronirsi, senza nessuna difficoltà, dei pozzi petroliferi del Paese. Addirittura Chavez aveva fatto sapere che nel piano erano state calcolate anche le munizioni da usare, le armi e non ultimo anche il numero dei soldati disponibili per l'operazione. E questa volta, per vederci chiaro, dal ministero della Difesa fanno sapere che sarà aperta un'indagine in grado di spiegare quello che è successo.

Il presidente venezuelano Hugo ChavezAccuse e rapporti diplomatici.L'aereo in questione appartiene alla forza militare congiunta del Sud, con base a Key West, Florida. Dopo lo sconfinamento e l'identificazione avvenuta da parte delle autorità venezuelane il velivolo è rientrato presso la base a Curacao da dove partono tutte le maggiori missioni antidroga e contro i narcos in corso in Sudamerica, e dove gli Usa hanno una grande base militare. Insomma, i toni delle polemiche fra Caracas e Washington non danno segnali di abbassarsi, soprattutto dopo le accuse piovute sulla testa di Chavez da parte dell'Interpol che, una volta confermata la veridicità dei contenuti del computers sequestrato al leader guerrigliero Raul Reyes (ucciso poi dai soldati colombiani in territorio ecuadoriano, al confine con la Colombia), sostiene un suo coinvolgimento con la guerriglia colombiana delle Farc.

Alessandro Grandi

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