11/02/2004versione stampabilestampainvia paginainvia



Tre vietnamiti citano in giudizio le multinazionali dell’ agente arancio

BambinaSono migliaia e portano i segni di una guerra terminata trent’anni fa. Hanno il cancro e i figli malati. Vivono nelle foreste del centro e del sud del Vietnam, dove per almeno cinque anni (il conflitto è durato dal ’61 al ‘75) un velo misterioso è caduto da grossi bidoni a strisce arancioni. Si trattava del cosiddetto agente arancio , un defoliante contenente diossina. Veniva lanciato dagli aerei e a terra dall’esercito statunitense per bloccare i movimenti nella giungla dei nemici vietcong.

Oggi le vittime dell' agente arancio sono tornate alle cronache, grazie al coraggio di due donne e un uomo, gravemente malati, che sono volati da Hanoi a New York in cerca di giustizia.

Il 30 gennaio scorso i tre vietnamiti si sono presentati alla Corte federale della Grande Mela , chiedendo alle multinazionali produttrici dell’erbicida un risarcimento per i danni subiti. Tra queste ci sono la Dow Chemical e la Monsanto. “Sono venuta qui – dice Pah – in nome di tutte le vittime dell’ agente arancio ”, circa tre milioni secondo il governo vietnamita. “Lo facciamo per i nostri figli”, aggiungono i compagni di Pah.

Agente arancio La diossina può causare diversi tipi di cancro, aborti spontanei, malformazioni fetali e sviluppo di disabilità entro il primo anno di vita. Uno studio condotto nel 2000 dal centro di ricerca Cgfed  di Hanoi ha monitorato le gravidanze di trenta donne venute a contatto con l’ agente arancio . I loro mariti avevano combattuto nelle zone infestate dal veleno. Di centoquarantotto bambini nati dalle coppie, quaranta sono morti a seguito di aborti spontanei o di nascite premature, 18 in età infantile, mentre 60 riportano handicap mentali e fisici. “Non sono in grado di frequentare una scuola, ma possono aiutarci nei lavori domestici”, dicono i loro genitori. Queste famiglie sono tutte molto povere, soffrono la fame e sopravvivono coltivando un fazzoletto di terra o allevando pochi animali.

La guerra in Vietnam iniziò quasi mezzo secolo fa, nel 1961. Per almeno dieci anni furono gettati settantadue milioni di litri di erbicida da aerei, camion e a mano sulle foreste e sui villaggi del Vietnam centrale e meridionale. Solo a metà degli anni ’70, constatando che la diossina provocava morti e malformazioni negli animali, si ipotizzò che potesse avere effetti devastanti anche sull’uomo. Il ricordo va a Seveso, la cittadina del nord Italia sede dello stabilimento chimico Icmesa dal quale, il 10 luglio 1976, fuoriuscì una nube di diossina. Da allora si iniziò a proibirne l’uso negli Stati Uniti e in Europa. Ma il componente chimico, tra i più tossici esistenti, era già penetrato nel suolo, nell’acqua, nella catena alimentare e nei tessuti umani.

Effetti In Vietnam migliaia di ettari di terra e di vegetazione andarono distrutti e migliaia di uomini iniziarono a morire e ad ammalarsi. Nel documento del Cgfed si legge: “Studi recenti dimostrano che elevati livelli di diossina si trovano nel sangue di coloro che vivono presso le ex basi militari americane. Queste persone potrebbero aver mangiato pesce contaminato, come nel villaggio di Bien Hoa, uno dei vecchi presidi americani”. In molti casi, anche il latte materno riporta livelli incredibili di tossicità. Spiegano i ricercatori del centro: “La diossina può rimanere nel corpo umano per circa sette anni. Questi dati provano che le persone hanno continuato a essere esposte all’agente arancio anche in tempi recenti”.

Solo nel 2002 Stati Uniti e Vietnam si sono impegnati a condurre ricerche congiunte sugli effetti dell’ agente arancio . Era la prima volta, dalla fine del conflitto, che i due Paesi si avvicinavano per attuare un piano comune. Molto c’è ancora da fare. Tra l'altro rimane in vigore un accordo del ’95 in base al quale Hanoi rinuncia alla richiesta di compensi. Da parte sua il governo statunitense continua a sostenere che non esistono prove certe sulle terribili conseguenze dell’erbicida.

Le tracce della guerra sono indelebili. Al di là dell’oceano centomila veterani Usa ritengono di aver subito danni dall’uso di sostanze tossiche. Furono proprio alcuni di loro, ammalati di cancro, a citare una prima volta in giudizio le multinazionali Monsanto e Dow Chemical. Queste offrirono ai reduci centottanta milioni di dollari come risarcimento. Gli ex soldati rifiutarono e proseguono in un’azione legale che è in corso ancora oggi.

 

Francesca Lancini

 

Categoria: Salute, Ambiente
Luogo: Vietnam