
L'esercito dello Sri Lanka ha attaccato ieri alcune basi ribelli nell'estremo
nord dell'isola uccidendo 61 guerriglieri delle Tigri Tamil. Nell'attacco, sferrato
contemporaneamente via mare, terra e aria, sono morti anche 15 soldati. L'iniziativa
può essere considerata una risposta all'azione kamizaze di un ribelle, che venerdì
scorso ha ammazzato 11 persone facendosi esplodere nel centro della capitale Colombo
contro un autobus su cui viaggiava un gruppo di ufficiali dell'esercito.
Gli scontri con i guerriglieri delle Liberation Tigers of Tamil Eelam (Ltte)
si sono intensificati da quando, a gennaio, le forze governative si sono formalmente
ritirate da un accordo di cessate-il-fuoco stipulato 6 anni fa. Dal 2006 è comunque
sostanzialmente ripresa la ormai venticinquennale guerra civile, che ha causato
al Paese 70.000 vittime. Nel solo mese di maggio 360 ribelli e 41 soldati hanno
perso la vita. Le Ltte rivendicano l'indipendenza di Vavuniya, Polonnaruwa e Mannar,
le regioni settentrionali dell'isola e nell'ultimo periodo hanno intensificato
gli attacchi suicidi coinvolgendo un numero sempre maggiore di civili.