Non si placa l'onda xenofoba che sta dilagando nel nostro Paese. Dopo gli attacchi
incendiari di Napoli, dopo i 400 arresti dei giorni scorsi, dopo le ronde anti-rom
a Milano e Roma, sono le autorevoli voci dei nostri governanti ad aggiungere nuova benzina al
fuoco dell'intolleranza. Al galoppo, i politici di centro-destra cavalcano il
tema sicurezza, rischiando di accentuare nel peggiore dei modi, invece che sanare,
il clima di angoscia e
degrado morale e sociale che sta vivendo il nostro Paese.
Caserme per i clandestini. Il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, ha proposto dal Libano di cambiare
il nome dei Cpt in Centri di identificazione ed espulsione e utilizzare dieci
caserme dell'esercito per rinchiudere gli immigrati. "Gli Stati maggiori mi hanno
già offerto velocemente - ha detto soddisfatto La Russa - uno studio con la disponibilità
di caserme dismesse da impiegare, anche in via temporanea, per questa esigenza".
"Ho proposto al Consiglio dei ministri anche di cambiare il nome dei Cpt in Centri
di identificazione ed espulsione, perchè è a questo che servono: l'immigrato è
lì non in quanto straniero, ma perchè non vuole essere identificato per evitare
l'espulsione; noi, invece, prevediamo di allungare in modo adeguato i tempi di
permanenza nei centri, in modo che venga identificato e, poi, espulso".
Il prefetto Antonio Manganelli, capo della polizia, ha sottolineato in un messaggio
inviato in occasione del 156° anniversario dell'istituzione che "il nostro impegno
sul tema della sicurezza è massimo: contrastando l'ingresso in Italia di quanti
rifiutano l'integrazione ed importano illegalità - osserva Manganelli - potremo
infatti contribuire ad attenuare quella percezione di paura che attraversa significative
aree del nostro Paese". I prefetti avranno poteri straordinari, annuncia Maroni.
Il commissario governativo ai rom verrà istituito infatti a Roma, Milano, e Napoli,
dove i rappresentanti del governo verranno nominati dal consiglio dei ministri
"commissari straordinari" all’emergenza-nomadi con poteri di protezione civile
per l’area della loro provincia e con uno stanziamento 'all'altezza'.
Le proposte del governo in materia di sicurezza e di lotta ai 'clandestini' hanno
suscitato anche all'estero reazioni dure. L'Unione europea ha respinto le idee
del ministro degli Esteri Frattini, che ha chiesto la revisione del trattato di
Schengen e il controllo delle frontiere esterne. ''La Commissione non intende
prendere iniziative né avviare studi per introdurre i controlli proposti dall'ex
commissario Frattini", recita un comunicato del portavoce della Commissione europea.
Biasimo iberico. Il governo spagnolo ha invece accusato l’Italia di xenofobia. Riferendosi agli
arresti di massa il vice-primo ministro spagnolo, Maria Teresa Fernandez De La
Vega ha annunciato di "non poter condividere ciò che sta succedendo in Italia".
La vice di Zapatero ha sottolineato le differenze tra la politica sull'immigrazione
spagnola, già accusata di particolare severità, e quella italiana, definita xenofoba.
"Il nostro Paese rigetta la violenza, il razzismo e la xenofobia. La Spagna lavora
a una politica dell’immigrazione legale e ordinata, che permetta il riconoscimento
di diritti e doveri". Esattamente l'opposto di quanto sta accadendo, in questi
giorni, nel nostro Paese. Dove ciò che molti chiamano ancora 'questione sicurezza'
si è ormai, con una rapidità inconsueta per una società un tempo 'civile', già
trasformato in razzismo.