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Le operazioni militari in corso sono
due. Una è stata chiamata Madre delle due primavere, ed è
gestita dalle forze irachene che conducono perquisizioni casa
per casa in cerca di armi pesanti e miliziani. L'altra si chiama Il
ruggito del leone ed è condotta dai militari Usa, nella zona
del lago Tharthar, a sud della città in direzione di Falluja,
il luogo che un tempo era il sito di pesca preferito da Saddam
Hussein. Lì i marines che cercano di bloccare le linee di fuga
e di rifornimento dei miliziani hanno fatto sapere di avere individuato depositi
di
armi, laboratori per la costruzione di ordigni artigianali e cadaveri
di civili abbandonati, che confermerebbero la presenza dei miliziani
di al Qaeda.
Come accaduto anche nella provincia di
Al Anbar, i soldati iracheni hanno gestito l'operazione all'interno
della città in coordinamento con le milizie tribali sunnite
della provincia, il cui leader, lo sceicco Fawaz Jarba, ha incontrato
il premier Nouri Al Maliki e il suo consigliere per la Sicurezza
Muwafaq al Rubaie, con cui ha definito le modalità del
raid. Jarba nell'occasione si è lamentato con il premier per
il fatto che l'operazione è stata annunciata pubblicamente,
cosa che ha lasciato ai miliziani qaedisti il tempo di lasciare la
città. Nonostante la presunta fuga dei guerriglieri, le truppe
irachene negli ultimi due giorni hanno arrestato 833 persone,
sospetti terroristi, delle quali solo 51 sono state rilasciate.
L'imponente numero di arresti, secondo le autorità locali,
dipende dal fatto che Mossul sarebbe diventata il nuovo rifugio dei
qaedisti, cacciati dalla provincia di Al Anbar da
altre milizie tribali, anch'esse alleate con gli Stati Uniti.
Le offensive contro i miliziani sunniti
di questi giorni seguono quelle condotte in precedenza nel resto del
paese, contro le milizie sciite dell'esercito del Mahdi. A marzo si
era combattuto a Bassora, nel sud del paese, e ad aprile a Sadr City,
il sobborgo sciita di Baghdad controllato da Moqtada Al Sadr.
Quest'ultima battaglia, costata la vita a centinaia di persone, tra miliziani
e
civili, si è conclusa con un accordo di cessate il fuoco tra
le parti.
Naoki Tomasini