16/05/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Dopo 65 morti, 200 feriti e 30 ore di trattative maggioranza e opposizione trovano un accordo
Scritto per noi da
Erminia Calabrese


Sessantacinque morti e duecento feriti per revocare due punti politici (e non per la resistenza). Trenta ore per giungere ad un accordo. “Dopo venti lunghi mesi e una mini-guerra un accordo alla fine è stato raggiunto dalla maggioranza e l’opposizione”. Così si è espresso il segretario generale della Lega Araba, Amr Mousa, nel corso della conferenza stampa a conclusione del raggiungimento dell’accordo.

Stavolta la missione della delegazione araba, guidata dal premier del Qatar Hamad bin Jasem al Thani in via eccezionale, è stata efficace riuscendo a realizzare qualche passo verso la soluzione della crisi libanese (cominciata il 6 maggio scorso quando Hezbollah in una dimostrazione di forza aveva preso il controllo di Beirut) aprendo oggi un dialogo nazionale a Doha, il cui inizio è previsto in serata. La maggioranza e l’opposizione oggi in viaggio verso la capitale del Qatar, sullo stesso volo come riferisce l’emittente televisiva libanese LBC, faranno di tutto per cercare un compresso dove non ci siano né vincitori né vinti.
Lo sottolinea il vice segretario di Hezbollah, sheikh Naim Qasim, che ha dichiarato: “Cerchiamo un compromesso dove non ci sia né un vincitore né un vinto. Vogliamo collaborare per far sì che il potere non sia monopolio di nessuno. Vogliamo cooperare per edificare un Libano insieme. Non abbiamo bisogno dell’America, né di un’altra ingerenza esterna”, si legge sulla stampa libanese di oggi.

Intanto il portavoce del dipartimento di Stato Usa Sean McCormak aveva già annunciato che gli Stati Uniti sono pronti a fornire equipaggi militari all’esercito libanese”, si legge sul quotidiano libanese As-Safir. Una folla di dimostranti pacifici ha raggiunto stamani l’aeroporto di Beirut indirizzando slogan ai leader libanesi partecipanti al dialogo: “Se non vi mettete d’accordo non ritornate”, annuncia la radio libanese Voix du Liban. Il quotidiano Ad-Diyar fa sapere che il Sayed Hasan Nasrallah, segretario generale di Hezbollah, non sarà presente a Doha per ragioni di sicurezza. Sarà rappresentato dai deputati Mohammad Raad, Mohammad Fneish e Hussein Hajj Hussein. Anche il generale Aoun, uno dei leader dell’opposizione sarà assente e rappresentato dal parlamentare Giubran Bassil. Aoun avrebbe chiesto, invano durante la redazione dell’accordo, che il nome del generale dell’esercito e candidato consensuale alla presidenza, Michel Sleimane non figurasse sul documento finale.

Walid Joumblatt, leader della maggioranza, dopo l’incontro con il suo rivale Talal Arslan, leader druso di opposizione dichiara: “ Non beneficeremo dell’utilizzo di armi. Khalde (sede della residenza di Arslan) è la nostra casa e Moukhtara (sede della residenza storica dei Joumblatt ) è la casa dell’emiro Arslan. Insieme affermiamo che la coesistenza è possibile con i nostri sciiti della montagna”, riferisce l’agenzia ufficiale libanese NNA. L’accordo, raggiunto ieri in tarda serata, grazie alla mediazione della delegazione araba, prevede sei punti tra cui l’avvio del dialogo di oggi a Doha, una nuova legge elettorale e l’elezione di Sleimane a presidente della Repubblica, carica vacante dal novembre scorso. Nel documento finale è anche previsto il consolidamento dell’autorità statale in tutto il Paese e “le sue relazioni con le varie organizzazioni politiche”. Entrambe le parti si impegnano a non usare più le armi o violenza per fini politici.

Uno dei punti dell’accordo sottolinea il ritorno alla situazione che regnava prima del 5/5/2008, giorno in cui il governo Seniora ha dichiarato illegale la rete telefonica terrestre di Hezbollah e ha chiesto di rimuovere il capo della sicurezza dell'aeroporto internazionale di Beirut, il generale Wafiq Shuqeir, considerato uomo vicino a Hezbollah, dopo la scoperta di una rete di videosorveglianza non autorizzata installata dal partito di Dio nei pressi dello scalo, per spiarne le attivita'. Insomma fare come se niente fosse accaduto. La ferita tra i libanesi è profonda e le vittime e i morti di questa settimana di scontri sono una dolorosa realtà. L’accordo riuscirà ad alleviare il dolore?
 
Categoria: Guerra, Politica
Luogo: Libano
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