15/05/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Il summit di Lima inciampa sul compromesso per frenare il cambiamento climatico
Mentre gli alti funzionari di America Latina, Caribe e Unione Europea, riuniti nella capitale peruviana nel Quinto Summit che li vede l'uno di fronte all'altro a discutere su collaborazioni future, hanno preparato la Dichiarazione di Lima, il documento che venerdì 16 maggio sottoscriveranno i presidenti e capi di Stati e di governo dei sessanta paesi di ambo i continenti, mercoledì si sono ritrovati, poco più in là, anche i membri della Cumbre de los pueblos. Un incontro alternativo, in segno di protesta verso le indifferenze del potere. “L'incontro ufficiale non va alla radice delle cause delle disuguaglianze sociali né tanto meno del cambiamento climatico” ha commentato l'organizzatrice Rosa Guillén, spiegando la necessità di riunioni concrete che affrontino i problemi con l'approccio necessario.
 
climaMessaggio dal summit alternativo. Il testo stilato dai mandatari dei due continenti tocca motli dei temi più scottanti degli ultimi tempi, dal narcotraffico al clima. Escluso il terrorismo. Ma si è arenato sui punti più ostici. E per molti osservatori si tratta del solito cumulo di belle parole che rimarranno sulla carta. Di contro, il summit alternativo ha trattato approfonditamente, in centinaia di conferenze, dibattiti e tavole rotonde, i medesimi argomenti, dietro lo slogan “per un'integrazione da e per i popoli”. Sede, l'Università di ingegneria della capitale. Centrale, il dibattito sul modello energetico e le critiche alla falsa alternativa del biocombustibile. In un incontro gestito da organizzazioni come Consur Sustentable e Amigos de la Tierra, fra gli altri, è stato dimostrato che il modello energetico applicato in quasi tutti i paesi del mondo si caratterizza per un alto impatto ambientale e un consumo di materia prima non rinnovabile. La conseguenza principale di questo modello non sostenibile è il cambio climatico che ogni giorno è più visibile. Di qui, l'impellenza di realizzare alternative per salvare il paese dalla distruzione. Un appello che i partecipanti al Forum hanno rivolto alla Cumbre ufficiale, ammonendo i sessanti paesi partecipanti a non concentrarsi solamente sugli accordi economici, ma a sforzarsi sulle proposte in tema di energia e clima. Un modello alternativo non è più rimandabile, è necessario qui e ora. Questo il messaggio.

orso costretto a saltare sui ghiacci per lo scioglimentoIl pomo. Messaggio che nel documento di 15 punti stilato dai funzionari incaricati sembra essere stato recepito, ma non concretizzato. Nel testo dal titolo “Rispondendo insieme alle priorità dei nostri popoli” i tecnici dei due continenti hanno buttato giù compromessi per combattere la povertà, la disuguaglianza e l'esclusione, e per rimediare ai danni dell'ecosistema. Una carta molto tecnica, pensata e discussa dagli esperti di ognuno dei sessanta paesi impegnata nel Summit e riuniti da martedì nel Museo de la Nacion, a Lima. Ma i punti più calienti restano i più deboli, come volevasi dimostrare. Innanzitutto, freno tirato sull'argomento più urgente e pregnante, il cambiamento climatico. Un accordo sui compromessi da fare per frenarlo è stato ritardato dalle discrepanze fra il Brasile e altri paesi, alcuni europei e alcuni latinoamericani. Quello che rende perplessa Brasilia è il programma Euroclima, proposto dall'Ue, che mira a coordinare azioni congiunte per combattere il surriscaldamento a partire dal continente americano, ma che i brasiliani temono sia un tentativo europeo di immischiarsi nella loro politica energetica.
Stilato dalla Commissione europea, conta su 5 milioni di euro di fondo base, che dovrà essere ampliato con fondi propri da destinare a questa lotta. “Non capiamo”, ha dichiarato una rappresentante europea che partecipa alle riunioni tecniche che hanno portato alla stesura del documento finale macchiato, appunto, da questa riserva proprio sul clima. Che comunque non è l'unica. Anche la lotta al narcotraffico non ha trovato una linea comune e sembra che la Dichiarazione di Lima non potrà vantare iniziative costruttive su questo scottante tema.
Agli organizzatori della Cumbre alternativa non resterà che ribadire un martellante e sconsolato “Te l'avevo detto”.
 

Stella Spinelli

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