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Messaggio dal summit alternativo. Il testo stilato dai mandatari dei due continenti tocca motli dei temi più scottanti
degli ultimi tempi, dal narcotraffico al clima. Escluso il terrorismo. Ma si è
arenato sui punti più ostici. E per molti osservatori si tratta del solito cumulo
di belle parole che rimarranno sulla carta. Di contro, il summit alternativo ha
trattato approfonditamente, in centinaia di conferenze, dibattiti e tavole rotonde,
i medesimi argomenti, dietro lo slogan “per un'integrazione da e per i popoli”.
Sede, l'Università di ingegneria della capitale. Centrale, il dibattito sul modello
energetico e le critiche alla falsa alternativa del biocombustibile. In un incontro
gestito da organizzazioni come Consur Sustentable e Amigos de la Tierra, fra gli
altri, è stato dimostrato che il modello energetico applicato in quasi tutti i
paesi del mondo si caratterizza per un alto impatto ambientale e un consumo di
materia prima non rinnovabile. La conseguenza principale di questo modello non
sostenibile è il cambio climatico che ogni giorno è più visibile. Di qui, l'impellenza
di realizzare alternative per salvare il paese dalla distruzione. Un appello che
i partecipanti al Forum hanno rivolto alla Cumbre ufficiale, ammonendo i sessanti paesi partecipanti a non concentrarsi solamente
sugli accordi economici, ma a sforzarsi sulle proposte in tema di energia e clima.
Un modello alternativo non è più rimandabile, è necessario qui e ora. Questo il
messaggio.
Il pomo. Messaggio che nel documento di 15 punti stilato dai funzionari incaricati sembra
essere stato recepito, ma non concretizzato. Nel testo dal titolo “Rispondendo
insieme alle priorità dei nostri popoli” i tecnici dei due continenti hanno buttato
giù compromessi per combattere la povertà, la disuguaglianza e l'esclusione, e
per rimediare ai danni dell'ecosistema. Una carta molto tecnica, pensata e discussa
dagli esperti di ognuno dei sessanta paesi impegnata nel Summit e riuniti da martedì
nel Museo de la Nacion, a Lima. Ma i punti più calienti restano i più deboli,
come volevasi dimostrare. Innanzitutto, freno tirato sull'argomento più urgente
e pregnante, il cambiamento climatico. Un accordo sui compromessi da fare per
frenarlo è stato ritardato dalle discrepanze fra il Brasile e altri paesi, alcuni
europei e alcuni latinoamericani. Quello che rende perplessa Brasilia è il programma
Euroclima, proposto dall'Ue, che mira a coordinare azioni congiunte per combattere
il surriscaldamento a partire dal continente americano, ma che i brasiliani temono
sia un tentativo europeo di immischiarsi nella loro politica energetica. Stella Spinelli
Parole chiave: clima, cambiento climatico, dichiarazione di lima, brasilia