16/05/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Paraguay, la riforma agraria al primo punto dell'agenda di Governo
La riforma agraria, le terre occupate e i campesinos sul piede di guerra. Temi che il neo presidente paraguayano Lugo Mendez dovrà affrontare quanto prima.

Manifestazione di protesta dei contadini“Non abbiamo nulla di cui occuparci per il momento. Fino a quando non prenderò possesso della carica presidenziale, il prossimo 15 agosto, non abbiamo nulla da vedere. Dal 15 di agosto in poi saremo responsabili di quello che succede. E comunque la riforma del settore agrario è al primo posto nel nostro programma di Governo”. Polemico Lugo, che con queste parole vuole sottolineare come nulla sia stato fatto nel corso degli anni per mettere un limite allo sfruttamento dei contadini, alla continua violazione dei loro diritti e alla demonizzazione dei loro comportamenti. E soprattutto, nelle sue parole si nota un'immensa voglia di iniziare a lavorare per sistemare definitivamente il suo sgangherato Paese.
Lugo, inoltre, ha messo sul piatto della bilancia la sua predisposizione al dialogo tanto da augurarsi che entro breve sia inaugurata una tavola che permetta il dialogo fra le organizzazioni sindacali contadine, i rappresentanti degli imprenditori e il Governo. Solo così, secondo quanto ha espresso Lugo nei suoi discorsi da più di un anno a questa parte “si potrà trovare il modo di uscire da questa crisi”.
Senza dubbio, però, molto più che la semplice distribuzione delle terre, la riforma agraria implica una reale distribuzione dei diritti di proprietà della terra. La ripartizione effettuata negli ultimi cinquant'anni, infatti risulta essere stata inefficace nel ridurre la povertà di un'ampia fetta della popolazione rurale.

Lugo con un gruppo di sindacalistiI fatti. La polemica è esplosa non appena Lugo ha vinto le elezioni: le organizzazioni di contadini, infatti, consapevoli per la prima volta di avere un Governo democratico, hanno chiesto a gran voce una riforma agraria. E sembra che l'orientamento di Lugo porti proprio a questo oltre alla redistribuzione delle ricchezze. E per dare un primo segnale della sua disponibilità a discutere con tutti per uscire dalla crisi che attanaglia il settore agricolo, Lugo ha dato appuntamento in una delle piazze principali di Asuncion alle organizzazioni sindacali, a quelle dei contadini, a quelle degli indios e agli organismi sociali, e ha ascoltato le loro rivendicazioni. “Sarà dura riuscire a fornire risposte a ogni tipo di problema. Però inizieremo con coraggio a dare soluzioni ai problemi del popolo del Paraguay. E per prima cosa cercheremo di fermare il circolo vizioso che riguarda l'industria della politica con la quale si cerca anche un arricchimento veloce”.
Le dichiarazioni di Lugo arrivano dopo che la polizia ha reso noto che nella zona centrale del Paese, nel dipartimento di San Pedro, contadini armati aderenti all'organizzazione Sin Tierra si sono scontrati con guardie private di un'azienda di allevamento per reclamare il possesso di 700 ettari di terreno fertile.

La soia: gioie e dolori per il ParaguayNon solo crisi contadina. Da Asuncion, la popolazione attende trepidante e fiduciosa l'inizio dei lavori da parte del neo presidente. Come racconta dal suo blog Juan Perez: “Non possiamo permetterci di discriminare in base alla nazionalità. Non importa se uno è paraguayano, brasiliano, argentino o venezuelano. Quello di cui abbiamo bisogno adesso nel Paese è gente che lavora sodo, imprenditori che creino posti di lavoro e investano nelle nostre aree. Non possiamo più permetterci di produrre materie prime per esportarle e basta. Adesso dobbiamo industrializzare il paese. Speriamo che il Governo nuovo contribuisca con idee e fatti alla realizzazione di questo progetto”.

Alessandro Grandi

Articoli correlati: Gli argomenti più discussi: Le parole chiave più ricorrenti:
creditschi siamoscrivicicollaborasostienicipubblicità