scritto per noi da
Alessandro Bonafede*
Nel pomeriggio di domenica 11 maggio elicotteri dell'Esercito Nazionale
hanno mitragliato Filipinas, piccolo villaggio nella regione di Arauca
al confine con il Venezuela. Tra la popolazione civile si è scatenato
il panico; voci contrastanti parlano di 75 famiglie che hanno
abbandonato precipitosamente le loro case per riversarsi nelle strade.
Benchè nella zona siano in corso combattimenti tra guerriglia ed
esercito, gli abitanti assicurano che al momento in cui si sono
verificati i mitragliamenti aerei non era in corso nessun operativo militare.
Zona roja. L'Associazione Contadina di Arauca (Aca),
organizzazione impegnata nella difesa dei diritti umani nella regione,
denuncia che elementi dell'esercito avrebbero stigmatizzato il
villaggio come “zona rossa” e “accampamento guerrigliero”. La regione
petrolifera di Arauca è da anni al centro di una spirale di violenza,
che non accenna a fermarsi: solo quest'anno più di 3000 persone sono
state costrette a abbandonare le loro case. Inoltre l'Osservatorio per
i diritti umani “Joel Sierra” denuncia il moltiplicarsi degli omicidi
selettivi: tra marzo e aprile, 16 persone sono state rapite e
assassinate in diversi punti della regione. Numerose inoltre le
testimonianze di maltrattamenti, detenzioni arbitrarie e abusi contro
la popolazione civile da parte della forza pubblica.
L'uno contro l'altro. A causare la
violenza e le sofferenze della popolazione civile sono anche gli
scontri interni tra i diversi gruppi guerriglieri che operano nella
regione. In Arauca come in altre zone del paese è infatti in corso da
anni una lotta intestina tra la guerriglia marxista leninista della
Farc-Ep (Forze armate rivoluzionarie della Colombia – Esercito del popolo)
e settori dell'Eln (Esercito di liberazione nazionale), gruppo
guerrigliero minoritario di ispirazione guevarista.
Sempre nel piccolo
paese di Filipinas, domenica 13 aprile un gruppo armato non
identificato ha giustiziato due contadini, di cui uno di appena 17 anni.
Nonostante il paese si trovi a pochi chilometri da una base militare,
il gruppo armato ha agito indisturbato per ore realizzando una vera e
propria caccia all'uomo, sulla base di un elenco preciso di abitanti
del villaggio, una vera e propria lista nera. A nulla sono valsi gli
appelli lanciati al comando militare della zona, che si dichiarava non
a conoscenza di quanto accadeva a pochi minuti dalla base militare.