scritto per noi da
Michaela De Marco
Nel Paese dei Cedri continua
l'offensiva dell'opposizione contro i membri della maggioranza
libanese. E dopo l'occupazione della Beirut sunnita, che Hizbollah,
il Partito di Dio, è riuscito sorprendentemente a realizzare
in poco più di dieci ore, è il turno del secondo della
lista nera dei miliziani sciiti all'opposizione: Walid Jumblatt e i
suoi seguaci drusi.

Il movimento di resistenza Hizbollah
aveva precedentemente emesso un comunicato che indicava Walid
Jumblatt come dirigente delle provocazioni israelo-americane in
Libano. Jumblatt, leader del Partito Socialista Progressista oggi
all'interno della coalizione del 14 Marzo, sostenuta da Arabia Saudita, Usa e
Unione Europea, è
considerato oggi da tutta l'opposizione libanese un agente d'Israele e massimo
responsabile degli sforzi atti a trascinare forze
armate e apparati di sicurezza libanesi nella tempesta politica
interna. Hizbollah aveva inoltre accusato Jumblatt, come altri membri dell'attuale
maggioranza
parlamentare, di collaborazione con i servizi segreti israeliani
nell'assassinio del leader sciita Imad Mughniye nello scorso febbraio
a Damasco.

Gli sciiti sono partiti ieri alla volta
del Monte Libano, ad est di Beirut, espugnando il feudo del
"machiavellico" Jumblatt, che da capo di una milizia
durante la guerra civile del 1975-1990, autrice della storica pulizia
etnica perpetrata contro la comunità montanara
cristiano-maronita, si è poi trasformato in un personaggio
conciliante che disorienta gli alleati come gli avversari per i suoi
costanti cambi di alleanze. La drammatica guerra del Monte tra drusi
jumblattiani e miliziani sciiti ha provocato ieri almeno 36 morti e
il collasso delle forze pro-governative nella regione di Aley. I due
fronti si sono accusati reciprocamente di aver iniziato la sanguinosa
battaglia.
Hezbollah e il suo alleato Talal
Arslal, storico rivale di Jumblatt, avevano guadagnato molte
posizioni nel distretto di Aley, prima che Jumblatt cedesse le sue
posizioni all'esercio libanese.
Secondo molti analisti gli scontri sono
stati in realtà nient'altro che una battaglia per il controllo
dell'area. Il Monte Libano è una zona altamente strategica,
funge infatti da collegamento tra la Siria e la capitale libanese, ed
inoltre collega Beirut al sud del Libano e all'orientale valle della
Bekaa.

Domenica 11 maggio, Jumblatt ha
dolorosamente ammesso la perdita della sua roccaforte, esortando
Talal Arslan, a consegnare le sue conquiste all'esercito. "La
situazione nell'area di Aley s'è deteriorata al punto da
minacciare la coesistenza tra i drusi e i loro fratelli sciiti"
ha dichiarato Jumblatt, e ha aggiunto: "Sono d'accordo con Nahib
Berri, portavoce parlamentare, (nonché leader del partito
sciita d'opposizione Amal) di affidare nelle mani di Talal Arslan il
tentativo di porre fine ai combattimenti. Dico ai miei seguaci che la
pace civile, la coesistenza e la fine delle devastazioni devono
prevalere su ogni altra considerazione".