12/05/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



la protesta dei giornalisti di Beirut, dopo gli attacchi ai media dei giorni scorsi
Scritto per noi da
Michaela De Marco
 
"Venerdì ero nel mio ufficio nella sede di Future TV. Alle sei e mezza del mattino sono entrati miliziani armati di Hizbollah, il Partito di Dio, e hanno iniziato a sparare. Ero terrorizzata. Un mio collega è stato ferito. Siamo fuggiti via e abbiamo avvisato gli altri colleghi di non venire a lavoro. Poi hanno bloccato tutte le trasmissioni", racconta una giornalista della rete televisiva fondata dall'ex premier Rafiq Hariri. Un suo collega commenta: "L'assalto di ieri al canale televisivo, alla radio e alla sede del quotidiano del partito al-Mustqbal può essere considerato un autentico atto di terrorismo!".

La sede di Al MustaqbalL'assalto a Future TV, la cui sede è situata nella zona sunnita, ha infatti preceduto l'incendio del primo piano della sede del quotidiano Al-Mustaqbal e la messa fuori onda della Radio al-Sharq (sempre in mano a Saad Hariri). Imbavagliato il "nemico numero uno", Hizbollah ha proceduto con la conquista dell'intero versante occidentale di Beirut, e l'ha conquistato in poco più di dieci ore.
"Hizbollah ha lanciato ieri un monito al primo della lista: il partito Al-Mustaqbal. Il partito del martire Hariri, la cui uccisione ha innescato un processo di indipendenza del Libano dall'occupante siriano. Occupante che Hizbollah vuole riproporre nel martoriato Paese dei Cedri. Sono convinta che 'preso' al Mustaqbal, presto sarà la volta degli altri partiti della maggioranza. Non escludo che persino il quartiere cristiano di Ashrafiyye possa venir preso dall'opposizione", dichiara la figlia di un giornalista del quotidiano al-Mustaqbal.

Sabato mattina la calma. Nessun combattimento. Una pausa di riflessione. Un tassista ha commentato sorridendo: "Si vede che si sono stancati di fare bumbum". Ma si tratta di una calma temporanea. Nessuno si illude che possa durare a lungo. Il versante occidentale era di nuovo, ufficialmente, in mano all'esercito. Hizbollah glielo ha riconsegnato. Ma i guerriglieri del Partito di Dio erano di fatto ancora lì, ad ogni angolo della strada. Venerdì sera sul canale libanese LBC, legato alle Falangi Libanesi (partito della maggioranza), i giornalisti sono stati invitati ad una manifestazione per chiedere al governo di proteggere la libertà di stampa e riabilitare il canale televisivo, la radio e il quotidiano del partito Al-Mustaqbal. Sabato mattina, approfittando del sole e dell'interruzione dei combattimenti, è partito il corteo da Taba Reiss, sulla linea di confine tra Beirut Ovest e Beirut Est.

Pochi giornalisti sono accorsi. "Probabilmente molti non lo sapevano...", ha commentato una giornalista del quotidiano governativo al-Nahar, "No, secondo me la gente semplicemente se ne frega. Non c'è solidarietà in questo paese, ognuno pensa all'uscio di casa sua", ha ribattuto una sua collega. La figlia di un giornalista di Al-Mustaqbal, presente al corteo, ha dichiarato: "Noi oggi siamo qui contro chiunque abbia intenzione di minare la libertà di stampa. Hizbollah s'è dimostrato palesemente contro questa libertà. Noi non ci saremmo mai sognati di censurare i loro canali mediatici". Una giornalista di Future Tv ha commentato gli eventi che hanno sconvolto ieri la capitale libanese: "Ok, Nasrallah ha occupato la città e adesso? Cosa pensa di fare? Di diventare il padrone del Libano? Nessuno può comandare da solo il Libano, la sua eterogeneità non lo consente. Vuole instaurare una dittatura? Noi non glielo lasceremo fare!", e ha aggiunto: "Certo, il governo ha fatto moltissimi errori, ma questo non giustifica i terribili fatti di ieri! Io ero a Hamra e ho visto tutto: è stato abominevole!".

Un suo collega è intervenuto: "Non lasceremo che un organizzazione militare islamista abbia la meglio, ma noi non abbiamo le armi per difenderci. Noi offriamo la nostra disponibilità al dialogo. Nessuno vuole distruggere o cacciare Hizbollah. Una coesistenza è possibile!", una sua amica era perplessa: "si d'accordo, peace and love! Ma con questi secondo te si può parlare...? io ho i miei dubbi!". "Io sono ancora una studentessa e vorrei diventare giornalista. A questa manifestazione sono stati invitati i giornalisti, ma io sono qui, per condividere il loro cordoglio. Sono molto preoccupata per il mio Paese...!", ha dichiarato una ragazza di vent'anni. Il corteo, scortato dall'esercito, ha attraversato il cuore della capitale, fino a raggiungere l'ufficio di Future Tv, a Kantari. Arrivato di fronte ad un ristorante francese di fronte a Piazza dei Martiri, ha ricevuto gli applausi dei cuochi e dei camerieri libanesi che hanno per un attimo interrotto il loro lavoro.
 
Categoria: Guerra, Media
Luogo: Libano
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