la protesta dei giornalisti di Beirut, dopo gli attacchi ai media dei giorni scorsi
Scritto per noi da
Michaela De Marco
"Venerdì ero nel mio
ufficio nella sede di Future TV. Alle sei e mezza del mattino sono
entrati miliziani armati di Hizbollah, il Partito di Dio, e hanno
iniziato a sparare. Ero terrorizzata. Un mio collega è stato
ferito. Siamo fuggiti via e abbiamo avvisato gli altri colleghi di
non venire a lavoro. Poi hanno bloccato tutte le trasmissioni",
racconta una giornalista della rete televisiva fondata dall'ex
premier Rafiq Hariri. Un suo collega commenta: "L'assalto di
ieri al canale televisivo, alla radio e alla sede del quotidiano del
partito al-Mustqbal può essere considerato un autentico atto
di terrorismo!".

L'assalto a Future TV, la cui sede è
situata nella zona sunnita, ha infatti preceduto l'incendio del primo
piano della sede del quotidiano Al-Mustaqbal e la messa fuori onda
della Radio al-Sharq (sempre in mano a Saad Hariri). Imbavagliato il
"nemico numero uno", Hizbollah ha proceduto con la
conquista dell'intero versante occidentale di Beirut, e l'ha
conquistato in poco più di dieci ore.
"Hizbollah ha lanciato ieri un
monito al primo della lista: il partito Al-Mustaqbal. Il partito del
martire Hariri, la cui uccisione ha innescato un processo di
indipendenza del Libano dall'occupante siriano. Occupante che
Hizbollah vuole riproporre nel martoriato Paese dei Cedri. Sono
convinta che 'preso' al Mustaqbal, presto sarà la volta degli
altri partiti della maggioranza. Non escludo che persino il quartiere
cristiano di Ashrafiyye possa venir preso dall'opposizione",
dichiara la figlia di un giornalista del quotidiano al-Mustaqbal.

Sabato mattina la calma. Nessun
combattimento. Una pausa di riflessione. Un tassista ha commentato
sorridendo: "Si vede che si sono stancati di fare bumbum".
Ma si tratta di una calma temporanea. Nessuno si illude che possa
durare a lungo. Il versante occidentale era di nuovo, ufficialmente,
in mano all'esercito. Hizbollah glielo ha riconsegnato. Ma i
guerriglieri del Partito di Dio erano di fatto ancora lì, ad
ogni angolo della strada. Venerdì sera sul canale libanese
LBC, legato alle Falangi Libanesi (partito della maggioranza), i
giornalisti sono stati invitati ad una manifestazione per chiedere al
governo di proteggere la libertà di stampa e riabilitare il
canale televisivo, la radio e il quotidiano del partito Al-Mustaqbal.
Sabato mattina, approfittando del sole e dell'interruzione dei
combattimenti, è partito il corteo da Taba Reiss, sulla linea
di confine tra Beirut Ovest e Beirut Est.

Pochi giornalisti sono accorsi.
"Probabilmente molti non lo sapevano...", ha commentato una
giornalista del quotidiano governativo al-Nahar, "No, secondo me
la gente semplicemente se ne frega. Non c'è solidarietà
in questo paese, ognuno pensa all'uscio di casa sua", ha
ribattuto una sua collega. La figlia di un giornalista di
Al-Mustaqbal, presente al corteo, ha dichiarato: "Noi oggi siamo
qui contro chiunque abbia intenzione di minare la libertà di
stampa. Hizbollah s'è dimostrato palesemente contro questa
libertà. Noi non ci saremmo mai sognati di censurare i loro
canali mediatici". Una giornalista di Future Tv ha commentato
gli eventi che hanno sconvolto ieri la capitale libanese: "Ok,
Nasrallah ha occupato la città e adesso? Cosa pensa di fare?
Di diventare il padrone del Libano? Nessuno può comandare da
solo il Libano, la sua eterogeneità non lo consente. Vuole
instaurare una dittatura? Noi non glielo lasceremo fare!", e ha
aggiunto: "Certo, il governo ha fatto moltissimi errori, ma
questo non giustifica i terribili fatti di ieri! Io ero a Hamra e ho
visto tutto: è stato abominevole!".
Un suo collega è intervenuto:
"Non lasceremo che un organizzazione militare islamista abbia la
meglio, ma noi non abbiamo le armi per difenderci. Noi offriamo la
nostra disponibilità al dialogo. Nessuno vuole distruggere o
cacciare Hizbollah. Una coesistenza è possibile!", una
sua amica era perplessa: "si d'accordo, peace and love! Ma con
questi secondo te si può parlare...? io ho i miei dubbi!".
"Io sono ancora una studentessa e vorrei diventare giornalista.
A questa manifestazione sono stati invitati i giornalisti, ma io sono
qui, per condividere il loro cordoglio. Sono molto preoccupata per il
mio Paese...!", ha dichiarato una ragazza di vent'anni. Il
corteo, scortato dall'esercito, ha attraversato il cuore della
capitale, fino a raggiungere l'ufficio di Future Tv, a Kantari.
Arrivato di fronte ad un ristorante francese di fronte a Piazza dei
Martiri, ha ricevuto gli applausi dei cuochi e dei camerieri libanesi
che hanno per un attimo interrotto il loro lavoro.