"L’America applaude quelli che combattono per la libertà e l’indipendenza, ma
non andrà all’estero alla ricerca di mostri"
(John Quincy Adam Sesto presidente degli Stati Uniti, luglio 1821)
"Lei che li conosce, mi dica. Gli americani sono solo idioti e maldestri o il
loro progetto è veramente distruggere il nostro paese?"
(Un commerciante di Mosul)
Caos americano è un diario viaggio, di quattro viaggi, compiuti dal fotografo
Paolo Woods e dal giornalista Serge Michel in Afghanistan e in Iraq. Le immagini
di Woods e i racconti di Michel si integrano per fornire un quadro della realtà
dei due paesi prima e dopo l’intervento militare statunitense, per mostrare come
la guerra ne abbia cambiato il volto. Fino al 2001 Afghanistan e Iraq avevano
poco o nulla in comune, oggi sono realtà rese simili proprio dall’invasione americana.
Serge Michel e Paolo Woods hanno compiuto un primo viaggio in Afghanistan nella
primavera del 2002; nel loro percorso di 3000 chilometri hanno attraversato un
paese che dopo la caduta dei taleban si preparava a ricominciare: hanno sentito
parlare del ritorno dei rifugiati, di fine della coltivazione dell’oppio e di
ricostruzione. Ma già nel 2003, durante il loro secondo viaggio, il caos aveva
ripreso il sopravvento: il Sud del paese, abbandonato dalla comunità internazionale,
assisteva al ritorno dei talebani, mentre nel Nord i signori della guerra avevano
ricominciato le loro lotte fratricide.

Dopo il viaggio in Afghanistan, nella primavera 2004 Serge Michel e Paolo Woods
hanno risalito l’Iraq da sud a nord, da Bassora fino a Mosul. In Iraq l’esercito
americano ha creato il caos fin dal suo arrivo, lasciando mano libera ai saccheggiatori
rimuovendo gli ingranaggi dell’amministrazione baathista e sciogliendo l’esercito
regolare che era in gran parte ostile a Saddam. Michel e Woods raccontano di come
gli americani, con la lunga lista di errori commessi siano riusciti a inimicarsi
il popolo che dichiaravano di voler liberare, trasformando l’Iraq in un paese
dilaniato dall’odio: contro gli americani, contro i fedeli di Saddam, contro gli
sciiti, i curdi e i sunniti. Come racconta loro un iracheno: "In questo paese
abbiamo conosciuto tutti i regimi: il regno di un impero orientale (quello Ottomano),
quello di un impero occidentale (i britannici), il regno di un re, quello di un
generale, poi quello di un dittatore. E adesso è il regno del Caos. Gli americani
hanno promesso democrazia ma hanno introdotto la caoscrazia."
Le vicende umane che i due reporter

riportano, incredibili e miserabili allo stesso tempo, fanno capire quanto grande
sia la distanza che divide la guerra raccontata dai media dalla realtà dei popoli
che la subiscono. Stare fisicamente dalla loro parte del fronte permette loro
di mostrare il paradosso delle vittorie militari americane: invece di rendere
il mondo più sicuro, stanno fabbricando i nemici di domani. La Pax americana si
è trasformata nel Caos americano.
Gli autori:
Serge Michel è un reporter di 35 anni, ha lavorato nell’ex Unione Sovietica,
in Europa dell’Est e in Medio Oriente. Vincitore del premio Albert-Londres nel
2001, è stato corrispondente da Teheran e quindi dai Balcani. I suoi racconti
riescono a combinare la freschezza dello stile all’accuratezza dell’analisi; nelle
sue pagine riesce a veicolare il peso del dolore e la rabbia mantenendo l’equilibrio
grazie a colorate digressioni sulla cultura araba e appassionate visioni di ironia
collettiva.
Paolo Woods, ha 34 anni, è un fotoreporter. Ha viaggiato ripetutamente in Iran,
Iraq, Pakistan e Afghanistan. I suoi reportage sono stati pubblicati da svariate
testate internazionali e sono stati esposti in diverse mostre. In questo volume
propone una serie di 85 immagini in bianco e nero, utilizzando il formato quadrato
tipico delle vecchie macchine fotografiche sei per sei a dare alla raccolta il
sapore dalla vita reale, lontana dalle frettolose generalizzazioni delle "Breaking
News" dei media occidentali.