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La Birmania "non è pronta" ad accettare le squadre di soccorso, così come i giornalisti,
da paesi stranieri dopo l'uragano Nargis. Lo ha detto il ministero birmano degli
Esteri in una dichiarazione pubblicata da un quotidiano. La giunta militare si
è detta disponibile a ricevere aiuti stranieri ma sostiene di voler distribuirli
autonomamente, dopo che ieri un aereo di soccorso proveniente dal Qatar è stato
respinto all'aeroporto di Yangon, e il governo giapponese ha deciso di accordare
un aiuto di 10 milioni dollari alla Birmania per le vittime del ciclone.
Intanto, a Bangkok l'ambasciata birmana ha chiuso oggi in coincidenza di una festa locale thailandese, dicendo a funzionari dell'Onu e agenzie di viaggio che dovranno aspettare fino a lunedì o martedì per presentare le loro richieste di visto, a confermare la scarsa disponibilità a favorire gli aiuti internazionali alle vittime del ciclone.
Il bilancio ufficiale del passaggio del ciclone Nargis è ancora fermo a quasi
23.000 morti, anche se da diverse fonti giunge la paura che le vittime siano circa
100.000. Il governo birmano ha riconosciuto che 1,5 milioni di persone sono state
colpite dalla furia del vento e dalle inondazioni.