07/05/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



dal nostro inviato
 
Uno sciopero generale dei docenti sta paralizzando le poche attività scolastiche nel Paese che da quasi tre decenni è sotto le bombe. Gli insegnanti afgani protestano contro il governo, accusato di tenere i loro salari ad un livello troppo basso. Oggi, un insegnante afgano guadagna circa tremila afgani al mese, che corrispondono a circa quaranta euro.
Ma il ministro dell'istruzione, Hanif Atmar, non vuole sentire ragioni: "Fino a che il Parlamento non approverà la legge che regolamenta i salari dei dipendenti pubblici, non ci sarà alcun aumento di stipendio. Questo sciopero - ha aggiunto il ministro - è del tutto ingiustificato". Al ministro risponde, altrettanto a muso duro, un rappresentante degli insegnanti, Amir Mohamed Ansari: " Ci hanno promesso migliaia di volte gli aumenti di stipendio. Ma queste promesse non si sono mai concretizzate. Questa volta lo sciopero continuerà fino a che gli aumenti non arriveranno". Ad Ansari fa eco il direttore del liceo Akbar Sanah: "Continueremo finché le nostre richieste non saranno accolte. Se il governo non avesse i fondi, potrei capire gli stipendi bassi - aggiunge -  ma quando vedo che ci sono migliaia di persone che guadagnano diverse centinaia di dollari al mese, capisco che abbiamo tutti i diritti per continuare a scioperare e a chiedere al governo che rispetti i nostri diritti".
 
Le parole di Akbar Sanar non possono non fare presa sul corpo docente afgano. Sono in effetti tanti i funzionari e i dirigenti che hanno stipendi altissimi rispetto alla media. E la situazione è aggravata - come sempre succede -  dalla pioggia di "aiuti umanitari" e dall'affollamento di migliaia di organizzazioni governative e non governative attirate come api al miele dai fondi per la cosiddetta ricostruzione dell'Afghanistan, oppure organizzazioni come quelle gestite direttamente dalle Nazioni Unite, che pagano salari spropositatamente alti ai loro dipendenti locali. Un meccanismo che non funziona, e che sta mettendo a dura prova la pazienza degli afgani, sempre meno disposti a tollerare le "truppe di occupazione". Così vengono chiamati i soldati occidentali, e la corruzione che è esplosa grazie ai fondi per la ricostruzione del Paese.  
Intanto, gli insegnanti non hanno ancora incassato gli stipendi del mese scorso, ma siu questo il ministro dell'educazione Atmar ha promesso che entro dieci giorni i salari verranno regolarmente pagati.

Maso Notarianni

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