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Uno sciopero generale dei docenti sta paralizzando le poche attività scolastiche
nel Paese che da quasi tre decenni è sotto le bombe. Gli insegnanti afgani protestano
contro il governo, accusato di tenere i loro salari ad un livello troppo basso.
Oggi, un insegnante afgano guadagna circa tremila afgani al mese, che corrispondono
a circa quaranta euro.
Le parole di Akbar Sanar non possono non fare presa sul corpo docente afgano.
Sono in effetti tanti i funzionari e i dirigenti che hanno stipendi altissimi
rispetto alla media. E la situazione è aggravata - come sempre succede - dalla pioggia di "aiuti umanitari" e dall'affollamento di migliaia di organizzazioni
governative e non governative attirate come api al miele dai fondi per la cosiddetta
ricostruzione dell'Afghanistan, oppure organizzazioni come quelle gestite direttamente
dalle Nazioni Unite, che pagano salari spropositatamente alti ai loro dipendenti
locali. Un meccanismo che non funziona, e che sta mettendo a dura prova la pazienza
degli afgani, sempre meno disposti a tollerare le "truppe di occupazione". Così
vengono chiamati i soldati occidentali, e la corruzione che è esplosa grazie ai
fondi per la ricostruzione del Paese. Maso Notarianni