“La polizia palestinese utilizzata per mantenere tranquilla la situazione e in
particolare per impedire il lancio dei razzi Qassam sulle colonie o su Sderot,
nel Negev è una novità. Ho seguito la conferenza stampa di ieri in cui si annunciava
l’iniziativa davanti ad un rappresentante della Commissione Europea, ma non si
era fatto riferimento alla tempistica. La mia impressione è che nei prossimi
giorni lo schieramento della polizia continuerà anche nella parte meridionale
della Striscia, fino a Rafah”. “Poco fa ho parlato con mio cugino che lavora proprio
nella polizia palestinese”,
dice ancora Khaled, “lui è un ufficiale e questa mattina presto, anche se per noi è giorno
di festa, ha ricevuto l’ordine di schierare tutte le sue truppe sotto la sua responsabilità
per attenersi a un piano concordato ieri. Mi ha assicurato che i soldati coinvolti
saranno tremila e che verranno distribuiti a nord di Gaza e anche in alcune parti
di Gaza città entro questa sera”
La novità. Khaled, giornalista palestinese, commenta la notizia che ha colto di sorpresa
molti a Gaza. Da giorni Sharon e il governo israeliano minacciano di adottare
la linea dura della repressione se non termineranno i lanci di razzi sulle colonie
ebraiche a Gaza. “La polizia palestinese ha ricevuto istruzione di mantenere una
certa distanza e non ingaggiare scontri con i soldati israeliani”, racconta Khaled,
“ma secondo le mie fonti al momento Hamas non ha siglato alcun accordo con l’Autorità
Palestinese e questo potrebbe creare non pochi problemi, dunque non penso che
la calma potrà durare a lungo. Credo che Abu Mazen voglia solo mostrare al mondo,
in particolare alla Commissione Europea e agli Usa che sa che ci sono alcune cose
che devono essere fatte. Ma allo stesso tempo non bisogna dimenticare che solo
ieri, mentre si parlava di come raffreddare la situazione sul campo, i soldati
israeliani hanno colpito a morte due ragazzini, uno a Ramallah e un altro a Rafah.
Quest’ultimo è stato ucciso durante quello che avrebbe dovuto essere il primo
giorno della tregua, era un tredicenne che stava portando un fucile giocattolo.
Gli israeliani dalle loro torrette, con i mirini degli M16 possono vedere ogni
dettaglio dell’obbiettivo cui stanno per sparare, certamente il soldato in questione
si deve essere accorto almeno che stava per uccidere un bambino. Queste manovre
della polizia palestinese comunque non sono esattamente propaganda, Abu Mazen
sta provando, o quantomeno vuole mostrare alla Comunità Internazionale che sta
facendo del suo meglio, per fermare la resistenza armata, anche senza un accordo
con Hamas”.

Il ritorno della violenza. La luna di miele tra Abu Mazen e
Sharon è durata poco. Mentre il nuovo presidente dell’Autorità
Nazionale Palestinese giurava sul Corano, un camion bomba esplodeva a
Karni, uccidendo sei civili israeliani. Pochi giorni dopo è morta una
ragazza ebrea di 17 anni per un razzo Qassam. I gruppi armati
lanciavano un messaggio eloquente a Mazen. Ieri però, Hamas ha reso
noto, per la prima volta, di riconoscere i confini del 1967, di
adottare la linea di al-Fatah e quindi, di riconoscere implicitamente
l’esistenza di Israele.
Ma quelli del presidente dell'Anp non sono segnali distensivi verso Hamas.
Il problema resta quello di capire se Mazen vuol semplicemente lanciare un messaggio
forte ai gruppi armati o vuole solo allentare la pressione di Israele mostrando
di provare a fare qualcosa per fermare i razzi. D’altro canto bisogna capire se
Hamas ha inaugurato, con una proposta che però non è stato ancora accettata da
al-Fatah, una nuova stagione di dialogo. Tutti aspettano, soprattutto la popolazione
civile israeliana e palestinese.