22/01/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



Abu Mazen a Gaza usa la polizia palestinese per fermare Hamas
Polizia palestinese
“La polizia palestinese utilizzata per mantenere tranquilla la situazione e in particolare per impedire il lancio dei razzi Qassam sulle colonie o su Sderot, nel Negev è una novità. Ho seguito la conferenza stampa di ieri in cui si annunciava l’iniziativa davanti ad un rappresentante della Commissione Europea, ma non si era fatto riferimento alla tempistica. La mia impressione è che nei prossimi giorni lo schieramento della polizia continuerà anche nella parte meridionale della Striscia, fino a Rafah”. “Poco fa ho parlato con mio cugino che lavora proprio nella polizia palestinese”, dice ancora  Khaled, “lui è un ufficiale e questa mattina presto, anche se per noi è giorno di festa, ha ricevuto l’ordine di schierare tutte le sue truppe sotto la sua responsabilità per attenersi a un piano concordato ieri. Mi ha assicurato che i soldati coinvolti saranno tremila  e che verranno distribuiti a nord di Gaza e anche in alcune parti di Gaza città entro questa sera”
 
Razzo Quassam a SderotLa novità. Khaled, giornalista palestinese, commenta la notizia che ha colto di sorpresa molti a Gaza. Da giorni Sharon e il governo israeliano minacciano di adottare la linea dura della repressione se non termineranno i lanci di razzi sulle colonie ebraiche a Gaza. “La polizia palestinese ha ricevuto istruzione di mantenere una certa distanza e non ingaggiare scontri con i soldati israeliani”, racconta Khaled, “ma secondo le mie fonti al momento Hamas non ha siglato alcun accordo con l’Autorità Palestinese e questo potrebbe creare non pochi problemi, dunque non penso che la calma potrà durare a lungo. Credo che Abu Mazen voglia solo mostrare al mondo, in particolare alla Commissione Europea e agli Usa che sa che ci sono alcune cose che devono essere fatte. Ma allo stesso tempo non bisogna dimenticare che solo ieri, mentre si parlava di come raffreddare la situazione sul campo, i soldati israeliani hanno colpito a morte due ragazzini, uno a Ramallah e un altro a Rafah. Quest’ultimo è stato ucciso durante quello che avrebbe dovuto essere il primo giorno della tregua, era un tredicenne che stava portando un fucile giocattolo. Gli israeliani dalle loro torrette, con i mirini degli M16 possono vedere ogni dettaglio dell’obbiettivo cui stanno per sparare, certamente il soldato in questione si deve essere accorto almeno che stava per uccidere un bambino. Queste manovre della polizia palestinese comunque non sono esattamente propaganda, Abu Mazen sta provando, o quantomeno vuole mostrare alla Comunità Internazionale che sta facendo del suo meglio, per fermare la resistenza armata, anche senza un accordo con Hamas”.
 
Soldato israeliano, sull sfondo Beith Hanoun
Il ritorno della violenza. La luna di miele tra Abu Mazen e Sharon è durata poco. Mentre il nuovo presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese giurava sul Corano, un camion bomba esplodeva a Karni, uccidendo sei civili israeliani. Pochi giorni dopo è morta una ragazza ebrea di 17 anni per un razzo Qassam. I gruppi armati lanciavano un messaggio eloquente a Mazen. Ieri però, Hamas ha reso noto, per la prima volta, di riconoscere i confini del 1967, di adottare la linea di al-Fatah e quindi, di riconoscere implicitamente l’esistenza di Israele.
Ma quelli del presidente dell'Anp non sono segnali distensivi verso Hamas. Il problema resta quello di capire se Mazen vuol semplicemente lanciare un messaggio forte ai gruppi armati o vuole solo allentare la pressione di Israele mostrando di provare a fare qualcosa per fermare i razzi. D’altro canto bisogna capire se Hamas ha inaugurato, con una proposta che però non è stato ancora accettata da al-Fatah, una nuova stagione di dialogo. Tutti aspettano, soprattutto la popolazione civile israeliana e palestinese.

Naoki Tomasini

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