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Uno fra tanti. Quanto è capitato a Puthod, infatti, non è un episodio isolato. Sempre più spesso,
perlomeno da quando sono cadute le leggi del perdono che impedivano l'apertura dei procedimenti giudiziari a carico dei responsabili
di tante morti e sparizioni, la gente che lotta per verità, fine dell'impunità
e giustizia è vittima di minacce e intimidazioni. Spesso sfociati in atti concreti.
Prima di Puthod, infatti, è toccato a Jorge Julio Lopez: il giorno dopo aver testimoniato
contro Miguel Etchecolatz Lopez, ex capo della sicurezza pubblica, condannato
all’ergastolo grazie ai suoi racconti su sequestri, torture e assassini, è sparito
nel nulla. Era il 20 settembre 2006. Da allora nessuna notizia. Lopez è il primo
desaparecido della democrazia argentina, che si va ad aggiungere agli oltre trentamila del
regime.
Attacco al cuore. E dopo Puthod, è stata la volta di Hebe de Bonafini. Il giorno dopo la liberazione
del titolare della Casa della Memoria di Zarate, i nostalgici fascisti hanno preso
di mira la battagliera fondatrice delle Madri di Plaza de Mayo: "Stiamo tornando
e la prima che uccideremo è tua madre", ha detto uno sconosciuto al citofono della
casa della figlia di Hebe Bonafini, Alejandra. “Intorno alle 4 e mezza del mattino,
sono andati a casa di mia figlia per minacciare di morte lei e me, le hanno detto
che sarebbero tornati, che erano già stufi. E questa mattina, davanti alla porta
di casa di Alejandra, c'erano due tipi, uno pelato con occhiali e un altro in
una macchina dai vetri oscurati. Credo che tutto quello che facciamo li disturbi
e la forma per attaccarmi è attaccando mia figlia e la casa di mia figlia" ha
affermato Hebe nel programma di radio "La voz de las Madres", visibilmente commossa.
Manifestazioni solidali. La Segreteria di Diritti Umani in Argentina e il suo omologo della provincia
di Buenos Aires hanno già preso provvedimenti a riguardo e molti sono stati i
messaggi di solidarietà, sia dalle istituzioni che dalle organizzazioni sociali,
contro l'episodio e contro i residui della dittatura che hanno ancora capacità
di agire. Fra queste anche le Nonne di Plaza de Mayo, attraverso la loro presidentessa,
Estela Carlotto, che ha definito questi episodi "tentativi di riproporre quell'epoca
di timore e paura" che ha "causato tanto danno al Paese. Senza dubbio cercano
di impaurirci - ha detto - ma non ci riusciranno".Stella Spinelli
Parole chiave: plaza de mayo, hebe bonafini, desaparecidos, puthod