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Soddisfazione del governo Lula. Via libera agli investimenti in Brasile, dunque, paese che pare avere ormai
“istituzioni e un sistema politico maturi”. Lo testimoniano un carico fiscale
accettabile e un debito estero pressoché nullo, rafforzati da una politica monetaria
“conservatrice”. A tutto questo, sempre secondo i criteri della S&P si aggiunge
il sistema di cambio fluttuante e il contenimento dell'inflazione nonostante le
turbolenze internazionali.
Il grande salto. A spiegare i perché di un balzo così grande del Brasile nella classifica S&P
, passato da un livello BB+ (zona ancora a rischio), è stataLisa Schineller, la
direttrice della sezione America Latina dell'agenzia. L'esperta ha precisato che
il posto ottenuto dal Brasile nella classifica dei paesi sicuri per gli investimenti
è dovuto a “una congiuntura positiva di fattori economici”. Fra questi, hanno
pesato maggiormente lo stato del debito e una domanda interna forte, capace di
sostenere livelli di investimento a lungo raggio e di migliorare la rendita. “Il
Brasile ha dimostrato una migliore capacità di resistenza alle eventuali crisi
esterne”, ha precisato.
Il quadrilatero. Un nuovo traguardo, che lo rimette al passo del quadrilatero emergente di cui
fa parte dal settembre 2006. Un luogo privilegiato, che gli garantisci scambi
commerciali eccezionali con economie forti quali la cinese, l'indiana e la russa,
paesi con cui stanno nascendo stretti progetti di cooperazione e che non si esauriscono,
però, in meri accordi bilaterali. Anche se il quadrilatero non è ancora un'organizzazione
internazionale strutturata con obblighi reciproci, accordi e statuti, è comunque
un “meccanismo di consultazione” fra i funzionari pubblici di quattro paesi che
si stanno imponendo con determinazione sulla scena mondiale. Ormai, né Europa
né Stati Uniti possono prescindere dal considerarli in ogni valutazione credibile
sul futuro del mondo: occhio a quei quattro.Stella Spinelli