05/05/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



I piani degli Usa per sviluppare una città di lusso nel cuore di Baghdad
Ora ci sono colpi di mortaio, edifici murati per protezione, un sistema fognario inesistente e generatori di corrente ronzanti tutto il giorno. E rimane un'oasi tranquilla, nell'inferno che è Baghdad dal 2003. Ma tra cinque anni, la Zona Verde della capitale irachena potrebbe ospitare hotel a cinque stelle, complessi residenziali, un centro commerciale, uno stadio e persino un campo da golf. Almeno, così è in un piano di sviluppo che ha l'approvazione del Pentagono, anche se in molti dubitano che vedrà mai veramente la luce.

Un ingresso della Zona verdeScopo del progetto, che dovrebbe costare cinque miliardi di dollari, è quello di creare una “zona di influenza” attorno alla mega-ambasciata che gli Stati Uniti stanno costruendo all'interno della Zona Verde, la loro più grande sede diplomatica al mondo. “Quando hai un miliardo di dollari (il costo di costruzione del complesso, ndr) in sospeso e mille manovali impiegati, vuoi sapere chi sono i tuoi vicini, e avere voce in quello che capita nel tuo vicinato nel corso degli anni”, ha detto il capitano della Marina Thomas Karnowski, a capo del gruppo che ha la supervisione del piano. Secondo Karnowski, c'è già un accordo firmato con la catena Marriott per la costruzione di un loro hotel. Altre società sono interessate alla costruzione di complessi residenziali e di un parco di divertimenti: la prima parte di quest'ultimo, una pista per lo skateboard, dovrebbe aprire entro questa estate.

La mappa della Zona VerdeLe condizioni della sicurezza all'interno della Green Zone, un conglomerato di 13 chilometri quadrati protetto da mura alte quasi cinque metri e posti di blocco ai pochi varchi, al momento però non consentono grandi sogni di gloria. La roccaforte Usa al centro di Baghdad, dove hanno sede anche le maggiori istituzioni irachene, è oggetto di attacchi quasi quotidiani. Che sono ancora più frequenti dallo scorso marzo, dopo il giro di vite contro la guerriglia sciita a opera dell'esercito iracheno e statunitense. Nonostante il perenne clima da assedio, le quotazioni immobiliari nella Zona Verde stanno però salendo velocemente. Qualche anno fa il prezzo di un metro quadro si aggirava sui 60 dollari, mentre ora per la stessa superficie ci si sente chiedere anche 1.000 dollari.

Uno dei piani di sviluppo della ZonaUn'ulteriore complicazione per la realizzazione del piano è il fatto che nella Zona Verde, dai tempi di Saddam, vige il principio del “chi prima arriva prima alloggia”. Il concetto di proprietà è fumoso, in una specie di Far West mediorientale. In più, c'è anche l'ostilità verso il progetto da parte di molti funzionari iracheni, anche se il governo di Baghdad non ha escluso piani di sviluppo della zona a priori. Forse perché due colpi al “Tigris Woods Golf and Country Club”, come dovrebbe essere chiamato il complesso golfistico in riva al Tigri in un gioco di parole col campionissimo Tiger, li tirerebbero volentieri.
 

Alessandro Ursic

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