04/05/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Sono aperti i seggi oggi in Bolivia, nella regione di Santa Cruz, dove si vota per il referendum popolare per lo statuto autonomo dell'area. Si tratta di un iniziativa considerata illegittima dal presidente Evo Morales e duramente criticata anche dai vertici militari, secondo cui la consultazione “mette in pericolo la sicurezza e la difesa nazionale”. Durante le opeazioni di voto si temevano scontri che si sono effettivamente verificati nelle zone di San Julian e Yapacanì, dove diversi contadini sostenitori del governo hanno bloccato le strade e dato alle fiamme alcune urne provocando la reazione della Ujc, la Union Jubenil Crucenista, i sostenitori del progetto autonomista.

Preparazione dei seggiRuben Costas, il prefetto di Santa Cruz, ha definito i disordini come “episodi isolati” e ha invitato alla calma. Le consultazioni popolari sull'autonomia si svolgeranno nel prossimo giugno anche nelle regioni di Beni, tarija e Pando. Gli abitanti di Santa Cruz sono chiamati a esprimersi su un testo di statuto, approvato in un'assemblea popolare alla fine del 2007, che prevede una forte autonomia dal governo centrale su decine di settori chiave, come energia, trasporti e tasse. Il presidente Evo Morales si è espresso in modo fortemente critico rispetto al progetto spinto dal prefetto di Santa Cruz, Ruben Costas, e ha accusato anche l'ambasciata statunitense, rea a suo avviso di avere stimolato la consultazione attraverso l'opera di UsAid, il programma di assistenza culturale Usa.
 
Categoria: Elezioni
Luogo: Bolivia
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