E' stata una sorpresa per tutti: ieri primo maggio il presidente boliviano Evo
Morales ha annunciato alla popolazione la nazionalizzazione di una della maggiori
imprese di telecomunicazioni del Paese, la Entel. Data importante, decisione importante.
Già l'anno scorso a Caracas, capitale del Venezuela, il primo maggio era avvenuta
un'altra importantissima nazionalizzazione: quella dei pozzi petroliferi della
Faja del Orinoco. Dunque sono molte le similitudini che uniscono il presidente
boliviano a quello venezuelano, soprattutto per quanto riguarda le nazionalizzazioni
delle risorse. In questa occasione, però, in Bolivia pochi sapevano (forse molti
immaginavano), del decreto che sarebbe stato emanato dall'amministrazione di La
Paz. L'annuncio della nazionalizzazione avviene dopo mesi di trattative fra lo
stato boliviano e Telecom Italia azionista di maggioranza della compagnia. Fino
a questo momento non si conoscono i dettagli della nazionalizzazione.
Nel frattempo, Morales ha colto l'occasione per annunciare alla popolazione la
presa di controllo di altre quattro importanti aziende del settore degli idrocarburi.
Dunque, l'impresa Chaco, di proprietà della British Petroleum, la Transredes,
sotto controllo della statunitense Ashmore Energy International e la Clbh, torneranno
definitivamente sotto controllo statale. E la diatriba con la Repsol, che negli
ultimi mesi ha tenuto banco sui giornali del Paese, sembra definitivamente essersi
conclusa a favore di Morales che sarebbe riuscito a ottenere la maggioranza delle
azioni dell'impresa produttrice di gas Andina che era una controllata della multinazionale
spagnola.